Blow-Up, Michelangelo Antonioni
Activcinema presenta: Blow-Up di Michelangelo Antonioni  
Blow-Up, Michelangelo AntonioniIspirato ad un racconto dello scrittore argentino Julio Cortazar, il film di Michelangelo Antonioni ritrae il mondo patinato della società consumistica della Londra degli anni sessanta. In questo mondo, dove le persone scontano la solitudine e l’indifferenza dovute alla mancanza di comunicazione, quest’ultima diventa una forma espressiva puramente convenzionale che riduce le cose ad un “segno” privo di una qualsiasi consistenza ontologica.
 Blow-Up, Michelangelo Antonioni activcinema, archeologia cinematografica

Blow-Up, Michelangelo AntonioniDi ritorno dal dormitorio pubblico dove ha trascorso la notte in cerca di nuovi soggetti per il suo libro, Thomas, impegnato fotoreporter di moda, si reca nel proprio laboratorio per completare un servizio giornalistico. Dopo avere freneticamente scattato le ultime inquadrature, raggiunge un negozio di antiquariato che vorrebbe acquistare per realizzare un investimento. Quindi si avvia con l’inseparabile macchina fotografica verso un vicino parco pubblico, dove sorprende una coppia clandestina di amanti: un uomo anziano ed una donna parecchio più giovane.
Scattate alcune fotografie, Thomas è però costretto ad allontanarsi, in quanto la donna si accorge della sua presenza e lo insegue. Riuscendo infine a raggiungerlo, questa pretende di avere il rullino con le fotografie, ma Thomas trovato il modo di raggirare le sue richieste si avvia verso la propria automobile e se ne và.

Blow-Up, Michelangelo AntonioniAll’ora di pranzo, egli si presenta in un ristorante all’appuntamento con un suo amico editore, a cui sottopone le ultime fotografie scattate nel dormitorio pubblico la sera prima. Un uomo che sembra spiarli dalla vetrina del locale e che poi si avvicina furtivamente alla vettura di Thomas mette entrambi in allarme. Thomas si precipita in strada per raggiungere l’uomo, che di corsa si allontana sopra un’automobile. Tentando dapprima un improbabile inseguimento, il fotografo raggiunge successivamente il proprio studio, dove lo rintraccia la donna del parco, che ancora una volta lo prega di consegnarle il rullino. Dopo una breve trattativa, un po’ di musica e uno spinello, i due finiscono a letto insieme. Ma quando la donna se ne deve andare Thomas le consegna un rullino qualsiasi, mentre lei lascia a sua volta al fotografo un numero di telefono fasullo.

Finalmente solo, Thomas può sviluppare le fotografie del parco e realizzare degli ingrandimenti. Osservando attentamente uno di questi, egli si accorge che lo sgranare dell’immagine offre ad un’attenta osservazione la sagoma di una misteriosa presenza, che si aggira con una pistola nel folto degli alberi.

Blow-Up, Michelangelo AntonioniPertanto, crede che le foto da lui scattate nel parco abbiano dissuaso questa persona dal compiere un omicidio … Forse si sarà trattato del marito della donna … o di un killer, chissà! Ciò che importa è il fatto di avere scattato delle fotografie sensazionali. Colto dall’entusiasmo della sua scoperta, Thomas chiama subito l’amico editore. Mentre è ancora al telefono, sente però squillare il campanello di casa e va ad aprire. Sulla porta, si presentano davanti a lui le due giovani aspiranti modelle che aveva liquidato con una scusa poco prima di recarsi all’appuntamento nel ristorante. Dimenticandosi dell’amico, s’intrattiene per qualche tempo con loro in estenuanti giochi erotici. Poi, una volta che le ha allontanate ritorna allo sviluppo delle fotografie del parco. Un ulteriore ingrandimento gli rivela così l’imprevisto: a terra gli sembra di intravedere il corpo disteso di un uomo. Nel buio della notte, il fotografo decide quindi di tornare nel parco, dove rinviene effettivamente un cadavere.
Raggiunto nuovamente il suo laboratorio, Thomas si accorge che nel frattempo qualcuno gli ha sottratto le fotografie e i negativi. Nel recarsi quindi dall’amico editore per avere qualche consiglio, nota per strada la donna fotografata nel parco, ma dopo un breve inseguimento in mezzo alla folla finisce per perderla di vista. Thomas giunge così dall’amico, che sta partecipando a una festa. Quest’ultimo però non da alcun peso alle sue parole, in quanto è mezzo stordito dagli alcolici e dall’ hashish.
Thomas cerca allora di confidarsi con la propria moglie, ma la trova a letto con il suo amico, e l’unico consiglio che riesce a ricevere è quello di avvertire la polizia. Il mattino seguente, quando Thomas decide di ritornare nel parco, il cadavere non c’è più, è scomparso, dileguato nel nulla. Incontrando una compagnia di attori, gli stessi che aveva visto la mattina precedente, all’inizio del film, si ferma ad osservare la partita “virtuale” che uno di loro sta mimando nel campo da tennis: … la palla esce dal campo e cade in mezzo al prato … Thomas la raccoglie e la rilancia al mimo … .

Ispirato ad un racconto dello scrittore argentino Julio Cortazar, il film di Michelangelo Antonioni ritrae il mondo patinato della società consumistica della Londra degli anni sessanta. In questo mondo, dove le persone scontano la solitudine e l’indifferenza dovute alla mancanza di comunicazione, quest’ultima diventa una forma espressiva puramente convenzionale che riduce le cose ad un “segno” privo di una qualsiasi consistenza ontologica.
Da un fotogramma all’altro, l’opera di Antonioni è suscettibile in ogni istante di evolvere nelle più diverse direzioni, assumendo ora le caratteristiche del racconto giallo, ora quelle della proiezione paranoica o della fantasia psichedelica, senza che l’uso della tecnologia (la macchina fotografica) risulti in questo senso decisivo nel stabilire un nesso di verità.
Procediamo così, per successive approssimazioni, ad una graduale “ epoché fenomenologica “ il cui epilogo risiede nella scena al termine del film, che ribadisce come nella moderna società dei consumi la realtà abbia un contenuto quasi esclusivamente “virtuale”.

Gianfranco Massetti

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