free cinema inglese by ActivCinema
   
     
L'attenzione del Free cinema era rivolta più alla contestazione e alla rabbia dei contenuti che non alla contemporanea evoluzione stilistica e formale, nelle loro opere il giudizio è sospeso; ciò che conta è l'osservazione, ora partecipe e triste, ora disincantata e pungente, di dati, fenomeni attuali, una sensibilità sociale diversa. I loro film sono ben costruiti spettacolarmente, fotografati correttamente e risentono di un'impostazione teatrale mutuata dai contemporanei young angry men. Questo gruppo era formato in gran parte da scrittori e drammaturghi, fra i quali spiccavano Harold Pinter e John Osborne, il cui obiettivo in comune con i cineasti del Free cinema era abbattere i vecchi miti, proporre un nuovo rapporto con la contemporaneità, magari soltanto nella sfera dell'invettiva e della contestazione verbale.
All'inizio il Free cinema dedicava tutta la sua attenzione al documentario, concepito come film-inchiesta su determinati momenti e luoghi della vita sociale. Le opere più famose rimangono: O'Dreamland (Terra di sogno, 1953) di Lindsay Anderson, ambientato in una fiera a Margate, in riva al mare, dove si consuma il triste rito del divertimento di massa; Momma Don't Allow (Mamma non vuole, 1955) di Karel Reisz e Tony Richardson, che si svolge in un pub di Londra dove studenti, commesse, impiegati trovano, attraverso il jazz e la danza, momenti d'effimera libertà. Every Day Except Christmas (Tutti i giorni eccetto Natale, 1957) di Lindsay Anderson, sui mercati generali di Londra e We Are the Lambert Boys (Siamo i ragazzi di Lambert, 1958) di Karel Reisz, sui ragazzi di un quartiere popolare londinese e il loro locale di ritrovo.
 
Della stessa autrice
cinema sociale inglese

 
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