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Stan Brakhage
 

il cinema di Stan Brakhage

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Dopo Anticipation of the Night, per il quale aveva scritto una stupenda sceneggiatura in versi, il cineaste prese una decisione di cruciale importanza per il suo lavoro: l’eliminazione del ‘dramma’ dai suoi film e, quindi, il superamento della sceneggiatura). Per Brakhage il ‘dramma’ sembra corrispondere a una visione superficiale della realtà: “Direi -afferma in un’intervista- che sono cresciuto molto in fretta, come artista, da quando mi sono sbarazzato del dramma come fonte d’ispirazione e ho cominciato a sentire che tutta la storia, la vita, tutto il materiale su cui lavorare dovevo cercarlo dentro di me e che non poteva essere una forma imposta dall’esterno. Tutto irradiava da me –conclude- e avevo la sensazione che più fossi diventato soggettivo ed ‘egocentrico’ più sarei riuscito ad andare in profondità e a toccare quelle ansie universali, comuni a tutti gli uomini.” Il rifiuto del dramma d’altra parte, ha una posizione diffusa tra gli autori del New American Cinema ed era stata la fondatrice del movimento, la cineasta e teorica Maya Deren, a rifiutare per prima, già negli anni Quaranta, la “dimensione orizzontale” del dramma, il suo procedere “da emozione a emozione”, e ad approfondire il concetto di poesia nel cinema. Poesia non limitata soltanto al ritmo e all’assonanza ma intesa come una struttura, una costruzione, risultato di una coraggiosa “esplorazione verticale”, l’unico movimento capace, per la cineasta, di riempire di significato le immagini e di renderle magicamente intense, tali da permettere allo spettatore ricettivo e ‘generoso’ di cogliere, d’intuire l’altra realtà, i mondi invisibili celati alla mente razionale. Un cinema, dunque, ‘evocativo’, in grado di stimolare nello spettatore le creatività e la consapevolezza.

Night MusicIl cinema di Brakhage per Stephen Dwoskin, uno dei più notevoli cineasti indipendenti inglesi, trasferisce in campo filmico il processo mentale della poesia ma, si potrebbe aggiungere, la sua ricerca può essere facilmente accostata anche alla composizione musicale (per altro, egli è stato poeta e musicista). Nelle sue meravigliose sinfonie per immagini, quasi sempre mute, elementi minimi vengono infatti uniti, come se si trattasse di note, e la loro successione è regolata da rapporti di frequenza, ritmo e melodia, di pertinenza, appunto, con il mondo della musica. segue>>

 

L'Arte della Visione - il cinema di Stan Brakhage 1954-2003
Roma FILMSTUDIO 2
18 giugno - 1 luglio 2005
vedi il PROGRAMMA



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