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Stan Brakhage
 

il cinema di Stan Brakhage

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The Garden ofEarthly DelightNegli anni ’80-’90 Brakhage realizza un gran numero di film (corto o medio-metraggi) dipingendo direttamente sulla pellicola o graffiandone l’emulsione con vari strumenti; diversi di questi film sono stati inseriti nella rassegna (Night Music, Autumnal, Three Homerics, Stellar, Chartres Series, (• • •) or Ellipses, etc.). Secondo Jim Hoberman “il diluvio di immagini e di enigmi spaziali” che queste opere producono, evocano non solo Pollock ma anche Franz Kline, Willem de Kooning e Mark Rothko. I suoi rapporti con il cinema strutturale e con i suoi rappresentanti più notevoli (Snow e Frampton) sono stati piuttosto complessi. È innegabile che sotto diversi punti di vista Brakhage possa essere considerato anche un cineasta strutturale, soprattutto per la sua originale ricerca sulla “matericità” del cinema e per il ricorso e sequenze d’immagini dal ritmo regolare che sembrano avere una loro logica inafferrabile, come nel famoso film strutturale di Frampton, Zorns Lemma. In alcuni suoi film, dove la luce è l’eroina, la protagonista, “lo spettatore è invitato a riconoscere o a inventare un principio che possa associare ogni piano al precedente.” (P. A. Sitney) E questo principio è talvolta solo ottico e non concettuale: qualcosa che riguarda il colore, la saturazione o il ritmo di un piano e che richiede il suo completamento nel piano seguente. Il preteso dualismo creativo in cui Snow rappresenterebbe “lo sguardo tecnologico” (meccanico, quindi potenzialmente perfetto) e Brakhage “lo sguardo umano” (biologico e dunque imperfetto) in realtà non esiste. Infatti, a più riprese, Snow ha dichiarato di voler trasmettere nei suoi film “l’analisi ma anche l’estasi” (cioè le emozioni dell’esperienza sensoriale completa) e Brakhage è sempre stato consapevole dei limiti che la tecnologia poneva alla sua creatività, ma anche delle sue grandi potenzialità. Fanno parte di questo programma anche alcuni lungometraggi degli anni ’70-’90 che non sono stati mai presentati in Italia: Text of Light, del 1974, girato attraverso un portacenere di cristallo, uno dei suoi capolavori, un magnifico omaggio alla pittura di Turner; Tortured Dust, del 1984, da un’opera di Margherite Young; Passage Through: A Ritual, del 1990, uno dei suoi film sonori (musica di Philip Corner); A child and Serious Sea, del 1991, girato in Canada. La retrospettiva si chiude con un film nato dalla straordinaria collaborazione tra Brakhage e Phil Salomon (trattamenti ottici): Elementary Phrases, del 1994, anche questo inedito nel nostro Paese. Stan Brakhage home >>

a cura di Amerigo Sbardella

 

L'Arte della Visione - il cinema di Stan Brakhage 1954-2003
Roma FILMSTUDIO 2
18 giugno - 1 luglio 2005
vedi il PROGRAMMA



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