Luis Buñuel, La Via Lattea - di Gianfranco Massetti                                    Pagina [ 1[ 2 ]  [ 3 ]  [ 4 ]  [ 5 ]
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La Via Lattea, Luis Buñuel Luis Buñuel

E' scritto nel testo in sovrimpressione al termine de "La Via Lattea" di Luis Buñuel: "Tutto ciò che nel film riguarda la religione cattolica e le eresie cui essa ha dato luogo, in specie dal punto di vista dei dogmi è rigorosamente esatto. I testi e le citazioni sono tratti sia dalle scritture che da opere di teologia e di storia ecclesiastica, antiche e moderne."


Proseguendo lungo il loro itinerario, Jean e Pierre incontrano in una locanda un prete ed un brigadiere che discutono appassionatamente di religione. Il prete espone con competenza il principio della transustanziazione del corpo di Cristo nell'ostia della comunione eucaristica: " L'ostia è il corpo di Cristo - dice il sacerdote - E questo è tutto.

La Via Lattea
Luis Buñuel

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La Via Lattea, Luis Buñuel

E non bisogna credere che si tratti di una semplice rappresentazione, di un simbolo, per così dire, del corpo di Nostro Signore. Gli albigesi lo credettero. E anche i calvinisti, certo. E altri ancora. Ma questo è e rimane un gravissimo errore. " E poco dopo aggiunge ancora: " … Credo quia absurdum! La religione senza mistero non sarebbe più religione! Per finire: ogni eresia che attacchi un mistero può essere seducente, a prima vista, ma per gli ignoranti e per gli uomini superficiali … le eresie non riusciranno mai ad oscurare la verità. " Intanto sopraggiunge un'ambulanza e due infermieri caricano il sacerdote sulla vettura. Ecco che cosa si nascondeva dietro a tanta ortodossia, soltanto un pazzo mitomane fuggito dal manicomio.

Eppure, che in quel prete ci fosse qualcosa che non andava si doveva capire fin dall'inizio, in base alla sua affermazione secondo cui i musulmani sono cattolici e gli ebrei lo sono anche di più. L'idea di una essenziale affinità fra le principali religioni monoteiste apparteneva ad alcuni ambienti del pensiero ermetico medievale, contigui ai movimenti eretici che contestavano il principio del sacramento eucaristico. Le opinioni di questi eretici intorno alla natura di Cristo finirono per coincidere con l'opinione che esprimevano i rabbini intorno alla figura del Messia, e con le dichiarazioni del Corano che facevano di Gesù Cristo non il figlio di Dio ma uno dei suoi profeti. Agli eretici medievali, poteva essere in particolare gradita l'idea di un Messia investito di una missione di rinnovamento politico-sociale e di un Cristo che secondo la tradizione islamica riesce a scampare alla crocifissione, venendo sostituito da un sosia. In tale contesto, dire come fa Buñuel che gli ebrei ed i musulmani sono cattolici significa ribaltare i termini della questione, proclamando eretica la chiesa di Roma e riconoscendo l'universalità del cristianesimo propugnato dai cosiddetti eretici.

La Via Lattea, Jean e PierrePierre e Jean si fermano per la notte in una capanna di pastori, nei pressi di una foresta, dove assisteranno ad alcuni riti della liturgia che caratterizzava l'agape dei seguaci di Priscilliano di Avila, vescovo eretico del IV secolo. Uno dei diaconi presenti alla cerimonia annuncia che da Roma è giunta la lieta notizia del decreto dell'Imperatore Graziano con cui Priscilliano viene reintegrato nella sua carica di vescovo di Avila. Priscilliano, trionfante, afferma: " Igitur pars nostra vincit. Non ego haereticus sum, sed ille qui Papae titulum sibi assumpsit.Nostra doctrina ergo vera est, et cito eam aperto in universo mundo predicabimus. "

Ma in cosa consiste questa dottrina? Lo apprendiamo da Priscilliano stesso e dai suoi fedeli: " Anima nostra essentia divina est. Sicut angeli, ipsa quoque a Deo creata est. Stellarum cursu regitur. In peccati poenam unita fuit corpori. Corpus nostrum opus daemonis est. Daemon autem existit a principio, sicut Deus ipse. Rem tam indignam et impuram sicut corpus nostro Deum creasse non decet. Corpus carcer animae est. Anima, ut ab eo sese liberet ab ipso separari debet. Corpus humiliare et contenere necessarium est. Delectationibus carnis incessanter submittendum. Ad hoc ut, post mortem, anima mundata ad coelestem sedem redeat."

Si tratta di un "corpus" di credenze gnostiche per nulla inconsueto nelle comunità proto-cristiane dell'Europa nord occidentale del IV secolo dopo Cristo. Ma accanto a queste credenze Priscilliano faceva anche riferimento alle consuetudini della tradizione ebraica. Fatto giustiziare in Gallia dalle autorità romane, si dice che il suo corpo fece ritorno in Galizia, suo paese natale, attraverso la stessa via che a partire dall'VI secolo divenne meta del pellegrinaggio a Santiago di Compostella. Qui si riteneva che giacessero le spoglie dell'apostolo Giacomo, il vescovo della comunità cristiana di Gerusalemme, che alcune fonti non considerate canoniche ritengono uno dei fratelli di Gesù. San Giacomo è leggendariamente considerato il propagatore del verbo cristiano in Spagna e si dice che le sue ossa siano state esumate nel VI secolo nei pressi di Compostella. Degli scavi che risalgono a dopo il secondo conflitto mondiale hanno tuttavia rivelato che in prossimità del santuario si trovano soltanto delle tombe cristiane risalenti al IV secolo e una tradizione autoctona riferisce che le ossa dell'apostolo Giacomo sarebbero in realtà di Priscilliano.

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