Luis Buñuel, La Via Lattea - di Gianfranco Massetti                                    Pagina [ 1 ]  [ 2 ]  [ 3[ 4 ]  [ 5 ]
activcinema roma archeologia cinematografica
La Via Lattea, Luis Buñuel Luis Buñuel

E' scritto nel testo in sovrimpressione al termine de "La Via Lattea" di Luis Buñuel: "Tutto ciò che nel film riguarda la religione cattolica e le eresie cui essa ha dato luogo, in specie dal punto di vista dei dogmi è rigorosamente esatto. I testi e le citazioni sono tratti sia dalle scritture che da opere di teologia e di storia ecclesiastica, antiche e moderne."


Jean e Pierre sono al confine spagnolo e facendo l'autostop assistono ad un incidente stradale. Una macchina esce di strada e l'automobilista muore sul colpo. Ma i due pellegrini si accorgono che nel sedile posteriore della macchina c'è un giovane, il quale non è altri che il demonio. " Ma chi è lei? " Chiede Jean. Il giovane risponde:

La Via Lattea
Luis Buñuel

Pagina 1
Pagina 2
Pagina 3
Pagina 4
Pagina 5

La Via Lattea, Luis Buñuel


La Via Lattea, Luis Buñuel" Un operaio … Un operaio che non sciopera … E là sotto siamo milioni e milioni …" La polemica politico-sociale nei confronti del regime franchista è più che evidente. A questo punto l'autoradio, rimasta accesa, attacca una litania.La voce appartiene allo stesso Buñuel che recita alcuni passi della "Guía de pecadores" del frate domenicano Luis de Granada: " Lagrimas allí no valen, arrepentimientos allí no aprovechan … oraciones allí no se oyen, promesas para adelante allí no se admiten … tiempo de penitencia allí no se da … porque, acabado el postrer punto de la vida, ya no hay mas tiempo de penitencia …" Con perfetta consapevolezza teologica, il demonio così commenta: " Eppure io credo che un giorno anche noi saremo salvati … Il giorno del Giudizio, Dio avrà pietà di noi. " Ma questa è per Buñuel anche la prospettiva di un futuro cambiamento politico per la Spagna.

I due pellegrini riprendono il cammino. Subito si apre un nuovo episodio sulla disputa di molinisti e giansenisti intorno alla dottrina del libero arbitrio e della Grazia nello stato della natura corrotta dal peccato originale. La disputa assume le caratteristiche di un duello alla scherma, intercalato da una contesa verbale che ricorda in modo parodistico le discussioni dialettiche previste dal curricolo formativo della Ratio Studiorum gesuitica. Come in un gioco delle parti, il duello si risolve senza né vinti né vincitori e i contendenti se ne ritornano a casa scambiandosi reciproche cortesie.

Jean e Pierre riprendono il cammino. Giunti oltre confine, nei pressi della baia di San Sebastian, incontrano Francesco e Rodolfo, due giovani studenti del … cinquecento, che li ricompensano di una moneta d'oro affinché alloggino il loro asino presso la locanda del Llopo. Attraverso il simbolismo dell'oro e dell'asino siamo così ricondotti nell'ambito di un'allegoria alchemica.

L'avventura di Rodolfo e Francesco riguarda principalmente il tema della disputa intorno al dogma della trinità e quello dell'immacolata concezione, che si conclude in modo crudelmente sarcastico nel dialogo tra Rodolfo, un prete e una ragazza: Il prete: "Allora, ascoltatemi attentamente. Pensate che Maria è rimasta vergine, prima e dopo la nascita del Salvatore. Naturalmente, alcuni eretici hanno negato questa realtà: per esempio Fotino e Cleobulo. Ma bisogna credere al dogma. Il Cristo è stato generato dalla madre senza infrangere la sua verginità. Lo capite bene?" La ragazza: "Oh, sì! Proprio come il pensiero sprizza dal cervello senza rompere la scatola cranica! " Rodolfo: "E come un raggio di sole attraversa il vetro senza romperlo! " Il prete: "Esattamente. E infine pensate alla sua Assunzione! Pensate che la Vergine è salita al cielo in carne e ossa, portata dagli angeli, e che, da lassù, ella intercede per i peccatori! … Ebbene, se voi volete essere graditi alla Vergine Maria, ricordatevi che a Dio nulla ripugna di più del peccato d'impurità. Sapete perché Gesù non ha risposto a Erode quando questi lo interrogava, e nemmeno ha alzato gli occhi verso di lui?" La ragazza: "Perché Erode era un uomo lascivo e fornicatore, e Gesù non voleva nemmeno guardarlo in faccia! " Il prete: "Perfetto, figlia mia! Dovete guardarvi dalla lubricità come dalla peste! Ricordatevi di quelle sette odiose, gli adamiti o i nicolaiti, che mettevano le loro donne in comune e che si abbandonavano alla lussuria! Sono stati tutti condannati!" La ragazza: "E' scritto: " La casa della donna corrotta è la via del soggiorno dei defunti" " (Proverbi 7.27). Rodolfo: "Signor curato? … E se decidessimo di sposarci, io e lei? " Il prete: "Evidentemente, questo cambierebbe un po' le cose … Ascoltate tuttavia ciò che dice l'apostolo Paolo a questo riguardo … " E' bene per l'uomo di non toccare donna " … E inoltre è giusto che voi sappiate che certi teologi, e san Tommaso tra gli altri, hanno sostenuto che perfino per le coppie legittime l'unione carnale è un peccato veniale." La ragazza: "Io sono vergine, padre. Dunque, sono forse senza peccato! " Il prete: "Non lo dica neppure! Ahimè, figliola, nessuno è senza peccato! " Rodolfo: "Neanche la Santa Vergine? " Il prete: "Lei sì, naturalmente! La Vergine era incapace di commettere un peccato. Ma sapete che Origene, San Basilio e San Giovanni Crisostomo hanno sostenuto che era colpevole di qualche peccatuccio? " La ragazza: "Quali? " Il prete: "Un po' di vanità, può darsi. Desiderio di essere stimata. Hanno anche detto che durante l'Annunciazione aveva dubitato delle parole dell'Angelo. E che, infine, ai piedi della Croce, la sua fede aveva un po' vacillato. "

Luis Buñuel, La Via Lattea > Pagina 5

 

Activitaly | InfoRoma | ArgiletumTour | Svbvra | Eventi | ActivCinema