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Il gabinetto del dottor Caligari
 

Il gabinetto del dottor Caligari - Parte II

Il gabinetto del dottor Caligari - fotogrammaAl mattino, Francis viene a sapere del rapimento e s’incontra con Jane che gli rivela l’identità del sequestratore. Francis è tuttavia incredulo, dal momento che in tutta la notte non ha mai visto il sonnambulo allontanarsi da Caligari. Una seconda ispezione della polizia a casa di quest’ultimo risolverà tuttavia l’enigma. Quello che tutta la notte Francis ha sorvegliato era solo un manichino. Approfittando della distrazione dei poliziotti, Caligari ha nel frattempo l’occasione per fuggire. Ma non si avvede che Francis è riuscito comunque a mettersi sulle sue tracce ed a raggiungerlo presso una clinica psichiatrica. Introducendosi a sua volta nella casa di cura, Francis chiede ai medici se fra i loro pazienti non ci sia per caso un certo signor Caligari. I medici non conoscono alcun degente che abbia questo nome, ma Francis domanda comunque di poter parlare con il direttore della clinica.

 

Il gabinetto del dottor Caligari - fotogrammaOsservando quest’ultimo dall’ingresso del proprio ufficio, Francis riconosce in lui il dottor Caligari e si reca dai medici della clinica a riferire l’intera vicenda. Durante la notte, la perquisizione dello studio del direttore darà i suoi frutti. Viene infatti rinvenuto un libro che narra della vicenda di un certo dottor Caligari il quale viaggiava agli inizi del settecento per le fiere dell’Italia settentrionale con un suo medium seminando omicidi ovunque si recasse. Una pagina del diario tenuto dal medico riferisce inoltre del suo incontro con Cesare: un medium – sonnambulo che gli avrebbe consentito di compiere le stesse imprese di Caligari. Messo di fronte alle sue responsabilità, il medico psichiatra si ribella ai suoi accusatori e viene messo in camicia di forza.

 

 

Il gabinetto del dottor Caligari - fotogrammaA questo punto del film, le nostre certezze, tuttavia, vacillano. Scopriamo infatti che Francis è un malato di mente e che la storia da lui narrata a un suo compagno di degenza dell’ospedale psichiatrico è soltanto una sua invenzione. Protagonisti ne sono infatti tutti i pazienti della clinica. C’è anche il dottor Caligari: è nientemeno che il primario. Francis vedendolo passare in cortile lo chiama con questo nome e lo aggredisce. Il medico finalmente ha capito: Francis lo crede Caligari ed ora lo potrà curare.
La figura del dottor Caligari, nelle intenzioni di Janovitz e Mayer avrebbe dovuto personificare l’autorità del potere istituzionale che viola in modo spietato ogni diritto o valore umani per soddisfare la propria sete di dominio (Kracauer, cit. p. 65). Cesare doveva pertanto rappresentare il ritratto dell’uomo comune che durante la guerra diventa un inconsapevole strumento nelle mani del potere, il quale lo costringe a diventare un assassino.

 
 

Robert WieneUtilizzato per conto dell’UFA dal regista Robert Wiene, questo soggetto a suo modo sovversivo avrebbe tuttavia subito una modifica sostanziale in seguito alla sovrapposizione della cornice che fa da contorno all’intera vicenda raccontata da Francis. “Un film rivoluzionario – è il commento di Kracauer (p. 67) – venne così trasformato in un film conformista, secondo il diffusissimo sistema di dichiarare pazzi gli individui normali ma molesti e di spedirli in manicomio.”
Tutto ciò non sarebbe accaduto per le particolari inclinazioni ideologiche del regista, ma semplicemente per l’esigenza commerciale di andare incontro ai desideri di un pubblico poco colto e desideroso di essere rassicurato sulla bontà del sistema.

Gianfranco Massetti

 

 

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