Chaplin:
il Grande Dittatore
Introduzione
chaplin


Il 21 aprile del 1939 compariva sulle pagine del londinese "Spectator" un articolo anonimo di questo contenuto:
" La Provvidenza era in vena d'ironia quando, esattamente cinquant'anni fa, dava ordine che Charles Chaplin e Adolf Hitler facessero il loro ingresso nel mondo a quattro giorni di distanza l'uno dall'altro …Entrambi, in modi diversi, hanno espresso le idee, i sentimenti, le aspirazioni dei milioni di cittadini che si arrabattano fra le sfere più alte e quelle più umili della società; la data di nascita quasi comune e i baffetti identici (volutamente grotteschi in Chaplin) potrebbero essere stati preparati dalla natura stessa per sottolineare la natura analoga del loro genio; ché entrambi, senza dubbio, di genio sono dotati. Tutti e due rispecchiano la stessa realtà: la condizione del "piccolo uomo" nella società moderna; e tutti e due la rispecchiano in modo distorto, l'uno in senso positivo, l'altro in senso orribilmente negativo. In Chaplin, l'ometto è un clown timido, inefficiente, pieno di infinite risorse ma sconcertato da un mondo che non ha posto per lui: se dà un morso a una mela, ci trova un verme; i suoi pantaloni, lacero residuo di eleganza, lo fanno inciampare; il suo bastone da passeggio arieggia a uno chic del tutto ingiustificato; se aziona una leva è quella clamorosamente sbagliata e ne consegue una catastrofe. E' una figura eroica, ma eroica solo nel senso che sa affrontare tutti i colpi del destino con pazienza e con spirito indomito; è una figura che emula gli angeli nel suo comportamento ingenuo e nella sua grande capacità d'amore. In Herr Hitler, invece, l'angelo è diventato un demonio; gli stivali senza suola si sono trasformati in Reitstieffeln; i pantaloni sformati in costume da cavallerizzo; il bastone da passeggio in un frustino; la bombetta in una bustina militare. Insomma, il vagabondo si è arruolato fra i così detti "Sturmtruppen": solo i baffi rimangono gli stessi." (in D. Robinson, Chaplin, la vita e l'arte, trad. it. Venezia 1987, pp. 523-24).
Alla data di questo articolo, gli avvenimenti stavano già precipitando. Hitler nel marzo del 1938 aveva attuato con un colpo di mano l'annessione dell'Austria al Terzo Reich, a cui era seguita nel maggio l'occupazione dei Sudeti.
La conferenza di Monaco del 29 settembre dello stesso anno aveva differito la guerra soltanto di qualche mese. Infatti, l'inizio della primavera del 1939 aveva coinciso con la violazione dei patti di Monaco, in seguito all'occupazione tedesca della Cecoslovacchia ed alla rivendicazione della città di Danzica e del "corridoio" per la Prussia Orientale, ai danni della Polonia. Nell'autunno del 1940, quando la guerra stava già dilagando in tutta Europa, usciva nelle sale cinematografiche Il grande dittatore di Chaplin.

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