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Anni '70: E fu tempo di rogo e d'abiura

Nonostante sia avvenuta una (pseudo) liberalizzazione dei costumi sessuali, arriva per il cinema italiano la stagione più sofferta, caratterizzata da feroci scandali e giri di boa il cui nucleo centrale lo si può riconoscere nell'ultima fase della carriera pasoliniana.
Il Poeta infatti, dopo aver rivisitato i classici (L'Edipo re '67 e Medea '69), ritorna all'amore verso l'arcaicità popolaresca con la trasposizione del "Il Decamerone" (1970), trasferendo l'ambientazione delle novelle di Giovanni Boccaccio nella Napoli trecentesca e iniziando quella che verrà da lui definita "La trilogia della vita".
L'idea è quella di descrivere la vitalità dei personaggi attraverso una rappresentazione naturalistica delle loro normali pulsioni (sopravvivenza, astuzia, amore e soprattutto sesso).
Al film seguiranno " I racconti di Canterbury" ('71-'72) e "Il fiore delle mille e una notte" ('73-'74), i quali verranno più volte processati, sequestrati e dissequestrati, rei di aver mostrato esplicitamente scene di accoppiamento sessuale tra uomini e donne.
Come se ciò non bastasse, la scelta di Paisolini, unita all'ottimo esito commerciale dei film (più per meriti scandalistici che non scandalistici), causò inevitabilmente la caduta del filone parodistico, proliferando un centinaio di pellicole (i cosiddetti "Decamerotici" appunto) che avranno il loro capostipite in "Quel gran pezzo dell'Ubalda tutta nuda e tutta calda" (1972) diretto da Mariano Laurenti, con Edwige Fenech e Pippo Franco.

Contemporaneamente Bernardo Bertolucci realizza "Ultimo tango a Parigi" (1972) poetico dramma teso a descrivere la solitudine di un uomo e una donna (Marlon Brando e Maria Schneider) che riescono a comunicare solo attraverso il sesso, i cui riti vengono consumati all'interno di un appartamento deserto.
Per i forti dialoghi dissacratori e l'ardita sequenza in cui Brando si appresta a sodomizzare la Schneider servendosi di un panetto di burro, il film viene subito sequestrato sotto le generali urla di scandalo, per poi essere 4 anni dopo addirittura condannato al rogo, come se le commissioni di censura si fossero trasformate in veri e propri tribunali dell'Inquisizione.
Dal canto suo Samperi crea il prototipo della commedia erotica all'italiana con "Malizia" (1973), facendo della splendida Laura Antonelli un sex symbol, che caratterizzerà insieme alla Fenech l'ideale femminile dei maschi post-sessantottini.

 

Anni '70: E fu tempo di rogo e d'abiura II

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