Citizen Kane – Quarto Potere: William Randolph Hearst


William Randolph HearstWilliam Randolph Hearst era nato a San Francisco, in California, nel 1863.
Figlio unico di un miliardario che aveva costruito la sua fortuna attraverso l’attività mineraria (Kane erediterà, nel film di Welles, una miniera aurifera), diventa proprietario nel 1887 dell’Examiner, un giornale di San Francisco che suo padre riceve come pagamento per dei debiti di gioco.
L’Examiner sarà per William Hearst il trampolino di lancio di una formidabile attività editoriale, che agli inizi del novecento comprende una dozzina di giornali quotidiani, almeno venticinque riviste e una radio. La pratica in prima persona dell’attività giornalistica lo porta inoltre ad essere il capostipite di quel tipo di informazione che passerà alla storia col nome di “yellow journalism”. Un giornalismo di carattere sensazionalistico i cui effetti furono decisivi nell’orientare l’opinione pubblica americana ai tempi della guerra del 1898, contro la Spagna ( qualche riferimento si trova anche in Citizen Kane).
Impegnato anche in politica, Hearst fu eletto per ben due volte alla Camera dei rappresentanti, mentre nel 1906 falliva un suo tentativo di essere eletto governatore dello Stato di New York (l’avventura politica di Kane ricorda questa clamorosa circostanza). Sposato e padre di cinque figli, nel 1920 Hearst avrebbe costruito a San Simeon, sulle spiagge della California, una vera e propria reggia (la Candalù-Xandalù di Kane), dove trascorrere il suo tempo libero in compagnia dell’amante, l’attrice Marion Davies.


Ricorda Chaplin a proposito della residenza di San Simeon:
I quattrocentomila acri del ranch di Hearst, a San Simeon, si estendevano per quasi cinquanta chilometri lungo la costa del Pacifico. Le abitazioni si trovavano su un altopiano, raggruppate come una cittadella, a centocinquanta metri sul livello del mare e a sei chilometri e mezzo dall’oceano. L’edificio principale era stato costruito con il materiale di diversi castelli europei, imballato e spedito via mare. La facciata sembrava un incrocio tra la Cattedrale di Reims e un gigantesco chalet svizzero. Intorno, come avamposti, c’erano cinque ville italiane, costruite sull’orlo della spianata, ciascuna delle quali era in grado di ospitare sei invitati. Erano arredate all’italiana con soffitti barocchi dai quali ti sorridevano serafini e cherubini scolpiti. Nel castello principale c’erano stanze per altri trenta invitati. La sala dei ricevimenti misurava ventisette metri per quindici ed era adorna di arazzi Gobelins, alcuni autentici, altri falsi. In questa atmosfera baronale le due estremità del locale erano occupate da tavoli da sbaraglino e biliardini. La sala da pranzo era una copia, in piccolo, della navata dell’Abbazia di Westminster e ospitava comodamente ottanta invitati.” (C. Chaplin, La mia autobiografia, trad. It. Milano 1977, p. 329).

La medesima grandiosità e magnificenza descritte in questo passo dell’autobiografia di Chaplin si ritrovano nella reggia di Kane, le cui manie antiquarie costituiscono una parodia delle manie antiquarie di Hearst.
A Chaplin dobbiamo anche il ricordo di questo aneddoto:”Si racconta che Russel Sage, il finanziere, incontrò un giorno la madre di Hearst, Phoebe Hearst, nella Quinta Strada, e le disse: “Se suo figlio insiste nell’attaccare Wall Street il suo giornale perderà un milione di dollari all’anno”. “Di questo passo, signor Sage, può continuare la sua attività per altri ottant’anni” disse sua madre. “ (op. cit., p. 325).

Lo stesso aneddoto è ripreso nel film di Welles. Al signor Thatcher, suo tutore legale, che gli ricorda come l’ Inquirer rappresenti una perdita secca di un milione di dollari l’anno, Kane risponde che di questo passo il giornale durerà per altri sessant’ anni.

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