La Dolce Vita, Federico Fellini - [ intro I parte
1 I parte
2 ]
Ricorda Tullio Kezich che
all’anteprima della proiezione de La Dolce Vita (Su
La Dolce Vita con Federico Fellini, Venezia 1996, pp. 167-69),
al cinema Capitol di Milano, il pubblico non pagante salutava
la pellicola di Fellini con fischi e grida di riprovazione. “Basta!
Schifo! Vergogna!”, urlano dalla platea verso la fine della
proiezione.
All’uscita dalla sala cinematografica Marcello
Mastroianni viene apostrofato con termini come “vigliacco, vagabondo,
comunista”.
Uno sputo raggiunge Fellini, che cerca di reagire, ma è trascinato
via dagli amici.
Il giorno seguente, dopo che il prefetto minaccia
il sequestro
del film, per motivi di ordine pubblico,una folla
di spettatori si assiepa all’entrata del Capitol. Il prezzo
del biglietto è stato aumentato per l’occasione a
mille lire, ma la gente si accalca e sfonda la porta d’ingresso
della sala. Il fatto è che si teme che l’indomani La
Dolce Vita venga
ritirata dalla distribuzione.
Di fronte al nuovo evento, il film
si avvia così verso un clamoroso successo. E’ l’inizio
di una nuova epoca.
L’Italia falsamente moralista e bacchettona
squarcia il velo delle sue ipocrisie e si mostra per quello che è veramente.
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Dolce Vita > segue