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Femmes fatales del cinema francese - parte II

Femmes fatales del cinema francese - parte 1 I Programma

Femmes fatales del cinema francese

Brigitte BardotIl cinema francese presenta, più di ogni altro, una tale varietà di femmes fatales (e di “jeunes filles fatales”) che è stato del tutto naturale dedicare a questa cinematografia la retrospettiva.
La rassegna segue l’evolversi dell’archetipo in Francia, la cui trasformazione è evidente soprattutto a partire dalla strepitosa apparizione di Brigitte Bardot nel film Piace a troppi di Vadim, del 1956, che propone per la prima volta una versione del tutto moderna dell’eterno femminino. Grande è l’importanza dell’archetipo creato dalla Bardot che è stata, come osserva Stephen Gundle, “l’unica diva europea di caratura internazionale degli anni post-bellici a esercitare un’enorme influenza non soltanto sul cinema ma anche sulla cultura e sul comportamento” (non solo giovanile). Mentre le grandi dive del muto e degli anni trenta creavano (insieme con i loro sceneggiatori, registi e produttori) dei personaggi sublimi di femmes fatales che poi nella loro vita cercavano di imitare o erano costrette ad imitare per le esigenze imperiose dello Star System, con Brigitte Bardot, e poi con uno stuolo di jeunes filles fatales dopo di lei, è separato in modo molto naturale il sesso “libero” dal peccato ed è il personaggio del film che imita l’attrice, la sua vita, la sua psicologia, la sua sessualità spregiudicata.
Quando B. B. balla il suo celebre mambo in Piace a troppi nessuno pensa al personaggio di Juliette: è B. B. che si esibisce, sola sullo schermo come una ballerina di strip-tease sul palco e - ricorda Simone de Beauvoir - “ella si offre direttamente a ogni spettatore”.
E B. B. ha sempre puntualmente ribadito: “Non c’è differenza tra lei e me: Juliette sono io”. Così la Bardot con il suo corpo di adolescente-donna, androgino, ma, nello stesso tempo, molto femminile, con i lunghi capelli biondi che le scendono scompostamente sul collo, naturale, innocente e impertinente, rappresenta la nuova “femme fatale”, sintesi dei tipi “frutto acerbo” e “femme fatale”.

Nuove trasformazioni avverranno con gli autori della Nouvelle Vague che cercheranno di “rubare” alle loro muse ispiratrici (Anna Karina, Bernadette Lafont, Jean Seberg, etc.) la “starità”, diventando essi stessi delle star. Nei film della Nouvelle Vague e dintorni la femme fatale nonostante tutto resiste e ha talvolta l’eleganza aristocratica e misteriosa di Delphine Seyrig oppure la straordinaria insolenza sessuale di Bernadette Lafont o la voracità sessuale di Maria Schneider dell’Ultimo tango a Parigi. In questi casi i personaggi dei film sembrano contaminare le attrici e le attrici stesse sembrano contaminare i loro personaggi. E queste attrici-star, come era accaduto con B. B., sono i loro personaggi, diventano cioè a tutti gli effetti “femmes fatales” sullo schermo e nella vita. Non a caso Maria Schneider nel 1975, ancora poco più che ventenne, dichiara con serietà ai giornalisti: “Ho avuto settanta amanti, di cui venti di sesso femminile”. Negli ultimi vent’anni nel cinema francese si sono imposti personaggi di seduttrici trasgressive, dotate di un fascino ambiguo che si possono a buon diritto far rientrare nella categoria delle “femmes fatales” o delle “jeunes filles fatales” (figlie in preda a passioni incestuose, perverse bisessuali, avvelenatrici, sado-masochiste inveterate etc.).

La retrospettiva è un’eccellente occasione per attraversare tutto il grande cinema francese, riproponendo opere scomparse da molto tempo di maestri come Renoir, Ophüls, Carné, Bresson o film più recenti, poco conosciuti o sconosciuti nel nostro Paese. La rassegna è promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma, in collaborazione con l’Ambassade de France en Italie - Service Culturel e con Gan Assicurazioni. Comprende 58 film e 35 sono le “femmes fatales” protagoniste. Sono state inserite nel programma anche alcune opere significative di autori non francesi (Bertolucci, Haneke, Antonioni / Wenders, Buñuel, Polanski) prodotte in Francia o coprodotte (con l’Italia, la Germania, l’Austria, la Gran Bretagna) ma interpretate da attrici e star francesi.

 

>> Femmes fatales del cinema francese - parte I

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