Etienne-Louis Boullee


progetto di BoulléeMi sono imbattuto per la prima volta in Boullée quando studiavo pittura. La cosa che più mi ha colpito é stata l'ironia della sua storia. Il padre di Boullée non voleva che egli diventasse pittore, sua prima ambizione, ma che diventasse un architetto, cosa che avrebbe comportato maggiori benefici finanziari, almeno secondo la sua opinione. Ma la cosa interessante é che dopo 30 anni di lavoro come architetto, praticamente senza aver mai costruito nulla, all'età di 50-60 anni rinunciò alla possibilità di fare architettura pratica per dedicarsi alla teoria: schemi immaginari, architettura fantastica, progetti architettonici che sono convinto egli fosse cosciente nessuno avrebbe mai costruito. Non si trattava di pura architettura ma di architettura vista dall'occhio del pittore.

Paradossalmente la prima ambizione dl Boullée di diventare pittore si é realizzata proprio da architetto, perché c'é qualcosa di straordinario nei suoi disegni, non si tratta di erigere spazi in termini architettonici, ma di creare stati d'animo e atmosfera e un senso della scala che ho trovato sorprendente. Un'altra cosa molto interessante é che nessuno dei suoi progetti é mai stato realizzato, nonostante la loro importanza tecnica. Così per il suo potenziale come architetto/pittore e per questa sempre presente ironia nel creare immagini che non sono mai state pienamente realizzate, trovo molti paralleli tra la sua architettura e il cinema. E' assiomatico che molti registi si impegnino in progetti che non trovano mai una realizzazione. Ci sono molti film che io chiamo film sulla carta, grandi idee che non possono essere realizzate a causa di problemi di produzione , distribuzione, questioni finanziarie e logistiche. Quindi si può pensare ironicamente che a causa di questi elementi ci possono essere delle grosse analogie tra Boullée e l'attività dei registi europei.

Sono al corrente di questa situazione in Europa e in Inghilterra. Un terzo elemento, e ripenso al mio interesse per Roma, é che Boullée non ha mai lasciato Parigi; non sono sicuro che questo sia veramente vero, ma é sicuro che egli non lasciò mai la Francia. Come uomo egli era contro la moda del tempo, contro il "revival" greco della sua epoca, nessuno a quei tempi si rifaceva all'architettura romana. Per i grandi progetti degli edifici municipali, egli si ispirava agli edifici romani che aveva visto certamente in condizioni di maggior degrado di quelle attuali. Non bisogna dimenticare che egli visse nella Francia prerivoluzionaria; se Robespierre fosse vissuto più a lungo ci sarebbe potuta essere una collaborazione fra loro e i risultati si possono facilmente immaginare.Mi affascina la sua ispirazione per i vasti progetti municipali, edifici per la Grand Opera, grandi ponti sulla Senna e, ciò che per me é più interessante, progetti di camposanti e cimiteri. Egli aveva una passione necrofila per la morte, e ancora una volta ciò richiama alla memoria Roma che nei 2500 anni della sua storia ha sempre evidenziato una vena di "fascismo necrofilo" nell'architettura: la prima Repubblica, la Roma classica, l'impero Romano, il periodo Bizantino, il Cristianesimo, la Controriforma, il Diciannovesimo secolo, il Fascismo, Mussolini: una storia che prova sempre interesse per la morte e la gloria, sicuramente requisiti del fascismo. Boullée ha dato un contributo alla continuazione dell'idea di architettura totalitaria. Un'architettura che rende il genere umano "minuto", che in qualche modo non considera i requisiti di edificio pubblico.  

Una volta deciso di prendere in considerazione i sette periodi della storia architettonica di Roma, mi serviva trovare un luogo o un edificio chiave che li riassumesse. Piazza Navona con la sua esuberanza dovuta al Bernini, che assomiglia ad una immensa stanza a cui manca solo il tetto, era un buon esempio barocco. Mi occorreva anche trovare degli edifici collegati alle preoccupazioni di Boullée, con la cupola; di qui la scelta del Pantheon. Avevo anche pensato di servirmi della Piramide di Sesto, per le sue facciate piramidali che Boullée aveva messo nei suoi cimiteri. Non ho potuto usare le Terme di Caracalla per ragioni tecniche, che ho rimpiazzato poi con la Villa di Adriano. Per contro ho potuto utilizzare il monumento a Vittorio Emanuele II°. (1987)

progetto di Boullée

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Peter Greenaway - Il ventre dell'architetto

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