Stourley Cracklite

Stourley CrackliteIl potere coinvolgente di Dennehy rende il film meno freddo rispetto ai miei precedenti? Sono interessato a portare nel cinema l'estetica della pittura, e questo tentativo ha ben poco a che fare con le emozioni. Sono anche un prodotto dello straniamento post-brechtiano della fine degli anni '60, non di Kramer contro Kramer. Mi piace avvicinarmi al cinema tanto con la mente che con un qualunque coinvolgimento emotivo e questa é stata la caratteristica di film come I misteri del giardino di Compton House e de Lo zoo di Venere, nei quali gli attori erano essenzialmente delle personificazioni di idee. Questo é un nuovo punto di partenza, ed ora so come affrontare il problema. Dal momento che molte mie idee riguardano un uso metaforico del cinema - che voglio usare ancora come linguaggio - so che può essere difficile per il pubblico afferrarle e questo é ovviamente un espediente che potrebbe trasformarsi in uno strumento utilissimo.
Detto questo, devo ammettere che sono rimasto molto sorpreso dalla prestazione di Brian Dennehy, e gliene sono molto grato: se serve ad incoraggiare il pubblico a impegnarsi per capire le altre parti del film, allora é fantastico. So che può essere una strumentalizzazione, ma non é nelle mie intenzioni, e sono sicuro che mi piacerebbe lavorare di nuovo con Dennehy. Quando gli venne presentata la sceneggiatura, Dennehy non mi conosceva affatto, e perché mai avrebbe dovuto conoscere un inglese eccentrico e riservato come me ? Lui si identificava con tanti aspetti del carattere di questo personaggio che sentì di doverlo assolutamente interpretare. Col suo aspetto da duro, molti troveranno strana la sua presenza in un film d'essai. Ma lui ne esce, penso, come un uomo capace di imporre la sua personalità, tanto intellettualmente che fisicamente. Certamente il suo amore per Boullée e tutte le ansietà che egli si porta dentro sono non solo intellettuali ma anche fisiche. Alcune delle mie ossessioni sono ludiche ed effimere, come l'ossessione per le fotocopie, e lui le ha sapute rendere perfettamente. L'ossessione per le fotocopie? Potrei parlarne per ore ma diciamo che molti dei miei film hanno avuto a che fare con la riproduzione, e intendo tanto la riproduzione umana che quella artistica. Il ventre dell'architetto ha cercato di esplorare tutti i diversi mezzi attraverso i quali l'arte ha riprodotto la forma umana.

Stourley Cracklite

La mafia culturale
Ogni volta che sono andato in Italia ho notato ogni genere di traffici. Quando si solleva un piatto in un ristorante, sotto c'é una banconota, e se si stringe una mano ci sono soldi nel palmo. Questo si ritrova in tutto il film, eccetto in due occasioni: l'iconoclasta che ruba i nasi gliene offre uno, e un ragazzina gli regala un'arancia. Queste sono le uniche due transazioni altruiste di tutto il film, le due sole in cui il denaro non é in gioco. Una osservazione sul modo di vita italiano e sui rapporti tra i personaggi. Chloe Webb. Non avevo visto Sid e Nancy ma il mio coproduttore Walter Donohue mi ha fatto conoscere Colin Callender, poi produttore de Il ventre dell'architetto, e mi ha presentato a Chloe Webb, che lui aveva visto al cinema e a teatro. Mi é piaciuta per la sua vivacità. Quanto a Lambert Wilson l'avevo visto in due o tre film, tra cui Rendez-vous, e mi è sembrato avere la statura, l'arroganza ma anche l'innocenza richiesta dal ruolo.

La musica di Glen Branca
Avevo ascoltato uno dei suoi concerti a Londra cinque o sei anni prima. E' un compositore di New York, della stessa scuola di Terry Riley e Philip Glass. La sua musica é molto cruda, molto grezza. Abbiamo girato durante i mesi più caldi - luglio e agosto - e abbiamo avuto parecchi problemi col suono. Roma é una città molto rumorosa...

Peter Greenaway

 

 

Peter Greenaway - Il ventre dell'architetto

Peter Greenaway - Il ventre dell'architetto

Peter Greenaway - Il ventre dell'architetto


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