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Hair - cinema e new age
di Massetti
Gianfranco
Il messaggio veicolato da Hair (capelli),
il film di Milos Forman del 1979, può essere sintetizzato
con uno slogan eco-pacifista in voga alcuni decenni orsono:
"Fate l'amore. Non fate la guerra."
La contestazione giovanile degli anni sessanta aveva rivendicato
la libertà e l'uguaglianza sessuale, i cui simboli hanno poi finito
per costituire degli elementi di omologazione di massa. Come risulta dal
titolo della commedia musicale di Forman, uno di questi simboli
sono stati i capelli lunghi della successiva moda unisex. I capelli lunghi
servivano appunto a identificare il modo d'essere di quella generazione
hippy che in Italia era stata definita più semplicemente con il
termine di "capelloni".
Claude Bukowski, un giovane dell'Oklahoma giunge a New York per
il servizio militare, ma a Central Park incontra un gruppo di coetanei
che hanno bruciato le cartoline di precetto. Si tratta di alcuni hippies
che fanno professione di pacifismo e si ribellano alle convenzioni sociali.
Bukowski, avendo a propria disposizione alcuni giorni prima di presentarsi
alla base militare, si aggrega a questi ultimi ed insieme a loro s'intrufola
al ricevimento per il compleanno di Sheila, una giovane di buona famiglia
che aveva visto cavalcare nel parco e di cui si era innamorato.
A seguito degli incidenti che derivano dalla presenza degli intrusi alla
festa di compleanno, intervengono però le forze dell'ordine che
arrestano i giovani hippies.
Tuttavia, Bukowski offre i propri risparmi per pagare la cauzione che
serve a rimettere l'amico George in libertà, il quale riesce a
sua volta a procurarsi il danaro sufficiente per far scarcerare anche
gli altri.
Bukoski, prima di raggiungere il campo militare, passerà la sua
ultima serata da civile con gli amici e con Sheila, provando l'esperienza
di un "trip" a base di Lsd.
Trascorso qualche tempo, gli amici al fine di consentirgli di rivedere
Sheila, con cui aveva litigato, organizzano un viaggio al campo militare
dove si trova in servizio. George si sostituirà a lui per il tempo
strettamente necessario a favorire l'incontro tra i due innamorati, ma
qualcosa va storto e, sotto le mentite spoglie di Bukowski, George è
costretto a partire per il Vietnam, da cui ritornerà in
una bara.
Gli amici si ritroveranno così sulla sua tomba, mentre la folla
manifesta a favore della pace davanti alla Casa Bianca.
Il film del regista cecoslovacco Milos Forman
rielabora per il grande schermo un'omonima commedia musicale portata sulle
scene nel 1967 e che può essere a buon titolo considerata precorritrice
del movimento
New Age. Questo movimento è nato all'inizio degli anni
settanta in California per svilupparsi poi su scala globale in forma di
network attraverso le iniziative di promozione di una nuova spiritualità
che fa professione di fede nell'avvento di una Nuova Era. Tale
credenza fonda la propria autorità su alcune profezie degli indiani
d'America e sulla dottrina orientale dei cicli cosmici, secondo cui il
fenomeno astronomico della precessione equinoziale determina nel corso
dei millenni un avvicendamento delle costellazioni zodiacali che sorgono
lungo l'eliaca del sole all'equinozio di primavera.
Per questa via, la dottrina dei cicli cosmici si sposa inoltre con le
credenze apocalittico- millenaristiche della tradizione giudeo-cristiana.
L'attuale Era che ha avuto inizio con la nascita di Cristo duemila anno
orsono è quella della costellazione dei Pesci, che ora sta volgendo
al termine per lasciare il posto
all'Era
dell'Acquario, la quale sarà caratterizzata dalla pace nel
mondo e dall'avvento di una rinnovata spiritualità ed armonia tra
l'uomo e la natura. Nella commedia musicale Hair, sono consacrate a tale
credenza diverse canzoni, come "Good morning starshine",
"Let the sunshine in" e la famosissima "Aquarius".
Massetti Gianfranco Janmas@libero.it
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