L'enigma di Kaspar Kauser di Werner Herzog

Scena con il professore di logica

SCENA 50

Salotto casa Daumer. Interno giorno

1. Ravvicinato di un angolo della stanza, presso una finestra. C’è un tavolo color legno a cui siedono, da sinistra, Kaspar, la signora Kàthe e il professore di logica, un quarantenne vestito di nero, il colletto bianco, l’aria importante. Kaspar ha i gomiti sul tavolo. Kàthe e il professore stanno bevendo del caffè. Kàthe poggia la sua tazza sul tavolo.

KATHE: Senti Kaspar, il professore è venuto qui apposta per farti alcune domande...

Anche il professore finisce di bere e poggia la sua tazza sul tavolo fissando Kaspar negli occhi.

KATHE: ... sai:, vuole esaminare la tua capacità di pensare, vuole sapere quello che hai imparato in questi due anni, e se sai pensare in modo logico...

Kaspar, che ascolta con molta attenzione, si tira a sedere dritto sulla sedia.

KATHE: Risponderai alle domande che ti farà?
KASPAR: Sì.
PROFESSORE: Bene, Kaspar!

Prende la zuccheriera e la sposta alla sua destra, ci mette vicino anche la caffettiera per fare spazio sul tavolo.

PROFESSORE: Immagina che qui ci sia un paese dove vivono solo persone che dicono la verità...

Prende la sua tazza e la mette in un punto del tavolo presso di sé.

PROFESSORE: ... e qui c’è un altro paese dove vivono solamente persone che dicono bugie.

Prende la tazza della signora Kàthe e la mette in un altro punto del tavolo, sempre vicino a sé.

PROFESSORE: Da questo paese c’è una strada che porta a te. E anche da questo paese c’è un’altra strada che porta a te. E tu stai all’incrocio.

Accompagna le sue parole indicando le due tazze e un immaginario percorso che arriva a Kaspar.

PROFESSORE: Arriva una persona, e tu vuoi sapere se viene dal paese di quelli che dicono la verità, o se viene dal paese di quelli che dicono bugie.

Si appoggia allo schienale della sedia lasciando le braccia sul tavolo.

PROFESSORE: Per risolvere questo tipo di problema, in modo logico, hai a disposizione soltanto una domanda. Solo una.

Puntando l’indice verso Kaspar.

PROFESSORE: Prego, dimm,i qual è questa domanda?

2. Ravvicinato frontale di Kàthe e del professore.

KATHE: Ma è troppo difficile questo per lui… non può ancora saperlo professore...
PROFESSORE: In effetti devo dire che non è molto facile. Perché se domandasse: “vieni dal paese della verità?»... quello che viene dal paese della verità risponderebbe, conformemente alla verità, certamente di si; e quello che viene dal paese dei bugiardi mentirebbe... e risponderebbe ugualmente di si. Ma c’è la possibilità di risolvere questo problema facendo solamente una domanda.

Kàthe sorride scuotendo la testa negativamente.

KATHE: Io credo che sia troppo difficile e complicato per Kaspar.

Il professore guarda dritto verso Kaspar.

PROFESSORE: Tu hai la possibilità, Kaspar, con una sola e unica domanda, di risolvere questo problema in modo logico.

Incrocia quietamente le braccia come chi si dispone ad attendere pazientemente.

KATHE: Non ce la può fare!
PROFESSORE: Kaspar, se non sai rispondere...

la. Ravvicinato a tre.

PROFESSORE: ... allora te lo spiegherò io.

Parla muovendo la mano destra, con il pollice e l’indice chiusi a formare un cerchio.

PROFESSORE: Se tu venissi dal paese della menzogna mi risponderesti ovviamente di no, se ti domandassi se vieni dal paese dove vivono quelli che dicono le bugie, vero?

Appoggia le due mani sul tavolo.

PROFESSORE: Per la doppia negazione, il bugiardo è in effetti costretto a dire soltanto la verità, questo è il punto. Perché attraverso la doppia negazione la sua vera identità viene definita.

Puntando l’indice verso Kaspar.

PROFESSORE: Io la chiamo, questa, la logica dell’argomentazione verso l’assoluto.

3. Ravvicinato frontale di Kaspar e di Kahe. Kaspar solleva con forza il pugno destro come a dare maggiore peso a quello che dice.

KASPAR: Si. Ma io conosco un’altra domanda.
KATHE: Davvero?

2a. Ravvicinato frontale. Kàthe sorride, il professore ha l’aria estremamente seria.

PROFESSORE: Non può esistere un’altra domanda. Secondo le leggi della logica non può esistere un’altra domanda.
KATHE: No?

3a. Ravvicinato frontale. Kaspar parla forte e deciso al professore, calcando sulle parole.

KASPAR: Invece, io conosco un’altra domanda.

Il professore è fuori campo. La sua voce è leggermente ironica.

PROFESSORE: Allora dilla.
KASPAR: Io domanderei a quella persona se per caso lui è una pulce.

Kathe ridacchia.

KASPAR: Se viene dal paese della verità dirà: “assolutamente no, io non sono affatto una pulce,” perché dice solamente la verità. Se viene invece dal paese dei bugiardi, allora dirà: “io sono una pulce“ perché non dice la verità. In questo modo io saprei esattamente da quale paese viene quella persona.

Kaspar attende la risposta del professore fissandolo intensamente. Poi, alle prime parole, ha uno scatto assurdo. Quindi appoggia la fronte sulla mano, molto concentrato.

PROFESSORE: No, no. Questa non è una domanda. No, non posso accettarla. Non ha niente a vedere con la logica. Logica vuol dire dedurre e non descrivere.

4. Primo piano frontale del professore.

PROFESSORE: Questa è solo rappresentazione e non logica. Non è la deduzione che posso accettare io.
KATHE: Si, ma perché non va bene se io la capisco?
PROFESSORE: La comprensione non ha molta importanza, è la deduzione che interessa sopra ogni cosa. Come
professore di logica e di matematica non ho imparato a capire ma ho imparato a concludere. Non posso accettare questa domanda.

(Fine ottavo rullo.)

(scena tratta dalla sceneggiatura edita da Feltrinelli - 1979)

 

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