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"L'Estate di Kikujiro di Takeshi Kitano" Dopo averci raccontato di malavita giapponese (Violent cup, Sonatine, Kids return) sempre in tema drammatico - ma molto più poetico - Takeshi "Beat" Kitano ci presenta questo scorcio di vita reale, storie di strada che abbiamo ogni giorno davanti agli occhi ma che non registriamo perchè troppo impegnati Dopo Hana
Bi, sicuramente il più vicino rispetto agli altri, L'Estate di
Kikujiro è la storia di un bambino costretto a vivere senza genitori
e con la voglia di conoscere la mamma. Il giorno del suo compleanno arriva
inaspettato un regalo della madre e viene così a conoscenza del suo indirizzo.
Decide quindi di andarla a trovare: quale migliore vacanza-avventura per
un bambino che ha appena finito la scuola? Il seguito
è un susseguirsi di gags, avvenimenti presentati in chiave comica ma che
sotto hanno il sapore del dramma, come l'incontro con il pedofilo o l'investimento
di Kitano che, bloccato per un giorno intero alla fermata del bus
decide, dopo vari tentativi, di fare l'autostop travestendosi da cieco,
ma nemmeno questo serve per fermare le automobili che sfrecciano sempre
più veloci verso mete inutili. Durante il
viaggio di ritorno i due incontrano altri reietti che hanno "tempo da
perdere", due chopperisti omossessuali e un finto artista new age. Insieme
decidono di trascorrere un paio di giorni sulla riva di un fiume, un posto
isolato dove di solito personaggi del genere si rifugiano(o dove la società
li confina?). In questo quadretto bucolico si liberano ed ognuno rispetta
se stesso e gli altri, e in primo piano viene messo il divertimento del
bambino. Solo simili personaggi sanno far divertire un bambino divertendosi.
Già con Hana-Bi Kitano aveva unito il cinema con la pittura,(durante
il film si vedono quadri dipinti da lui), in quest'ultimo lavoro il connubio
è ancora più marcato,grazie al digitale, dove la pittura trascorre con
il cinema(immagini pittate). Come ho già detto prima viaggiare significa
cambiare e il viaggio si conclude con il cambiamento del personaggio,
non più rude, sopraffattivo, egoista, malato, ma con il cuore aperto e
predisposto ad amare. Spero di non avervi annoiato.
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