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"L'Estate di Kikujiro di Takeshi Kitano"

Dopo averci raccontato di malavita giapponese (Violent cup, Sonatine, Kids return) sempre in tema drammatico - ma molto più poetico - Takeshi "Beat" Kitano ci presenta questo scorcio di vita reale, storie di strada che abbiamo ogni giorno davanti agli occhi ma che non registriamo perchè troppo impegnati


Dopo Hana Bi, sicuramente il più vicino rispetto agli altri, L'Estate di Kikujiro è la storia di un bambino costretto a vivere senza genitori e con la voglia di conoscere la mamma. Il giorno del suo compleanno arriva inaspettato un regalo della madre e viene così a conoscenza del suo indirizzo. Decide quindi di andarla a trovare: quale migliore vacanza-avventura per un bambino che ha appena finito la scuola?
Essendo un bambino c'era bisogno di qualcuno che lo accompagnasse,ma chi? Non poteva essere il manager rampante, troppo intento nella scalata, o il prete, impegnato a salvare l'anima degli altri prima della sua.
Il fallito, il reietto dalla società, l'alcolizzato e giocatore d'azzardo che ha "tempo da perdere", lui risulta essere la persona giusta. Solo chi non ha niente da perdere ha tempo per la ricerca e cosi i due si mettono in viaggio o in un viaggio che come tutti i viaggi servirà a cambiare.

Il seguito è un susseguirsi di gags, avvenimenti presentati in chiave comica ma che sotto hanno il sapore del dramma, come l'incontro con il pedofilo o l'investimento di Kitano che, bloccato per un giorno intero alla fermata del bus decide, dopo vari tentativi, di fare l'autostop travestendosi da cieco, ma nemmeno questo serve per fermare le automobili che sfrecciano sempre più veloci verso mete inutili.
Quando i due compagni di viaggio arrivano all'indirizzo scoprono che la madre ha ora un'altra vita, un'altra famiglia, rivolge il suo amore verso altri figli e non ha nessuna intenzione di vedere il bambino. L'incontro infatti non avviene, e Kikujiro cerca di consolare il bambino con una bugia, ma il bambino capisce benissimo che il cuore della madre è occupato da altre persone.

Durante il viaggio di ritorno i due incontrano altri reietti che hanno "tempo da perdere", due chopperisti omossessuali e un finto artista new age. Insieme decidono di trascorrere un paio di giorni sulla riva di un fiume, un posto isolato dove di solito personaggi del genere si rifugiano(o dove la società li confina?). In questo quadretto bucolico si liberano ed ognuno rispetta se stesso e gli altri, e in primo piano viene messo il divertimento del bambino. Solo simili personaggi sanno far divertire un bambino divertendosi. Già con Hana-Bi Kitano aveva unito il cinema con la pittura,(durante il film si vedono quadri dipinti da lui), in quest'ultimo lavoro il connubio è ancora più marcato,grazie al digitale, dove la pittura trascorre con il cinema(immagini pittate). Come ho già detto prima viaggiare significa cambiare e il viaggio si conclude con il cambiamento del personaggio, non più rude, sopraffattivo, egoista, malato, ma con il cuore aperto e predisposto ad amare. Spero di non avervi annoiato.

Ser

 

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