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Alberto Merolla cura "Fatti&Strafatti" -
note dissonanti di politica e cultura

 
È noto a tutti come il marxismo democratico, a sfondo socialista, cerca di risolvere la relazione sociale e dialettica tra servo e padrone, salvando sia la figura del servo sia quella del padrone. È altresì noto che il marxismo totalitario, di stampo comunista, continuerà a vedere come inutile, dannosa e improduttiva la figura del padrone impedendo, politicamente, a questa realtà ideologica e materiale di prevalere sull’altra, disegnando un struttura sociale, definibile come dittatura del proletariato, connotata dalla cancellazione della borghesia come classe e come individui. Questa è la lettura che, di questa fenomenologia duale, fanno Marx e i marxisti in genere ma anche un noto regista inglese (Joseph Losey), quando realizza, nel 1963, il suo film “Il Servo”, con i dialoghi di Harold Pinter. In questa trasposizione filmica, il problema della relazione tra servo/padrone (da sociologico e politico) si trasforma in elemento psicologico e individuale, rivalutando più l’analisi hegeliana che quella del filosofo di Treviri.

Cerchiamo ora di fare un esempio politico che contenga il senso psicologico (ma non sociologico) della relazione materiale ed esistenziale tra servo e padrone. Questa relazione funzionale è stata compiutamente esaminata, come già detto, sia da Hegel che da Marx. Il primo indicandola con il nome di “alienazione”, il secondo con quello economico di “sfruttamento” oltre che con quello psicologico e hegeliano di “alienazione”.
Le figure complementari del servo e del padrone presentano un caso particolare di dialettica che potremmo definire come materialistica o concreta. Infatti la tradizionale figura dialettica che prevede un elemento logico ed uno fenomenologico (p.e: mente/corpo) viene sostituita da una realtà composta da due corpi. Dunque entrambi gli elementi che compongono il binomio (diade o sizigia) rappresentato dalla simmetria tra servo e padrone sono definitivamente materiali, commensurabili e fisicamente separati.
È nota a tutti come il marxismo non democratico a sfondo comunista cerca di risolvere il sistema dialettico tra servo e padrone sopprimendo la figura del padrone attribuendo così la funzione servile a tutte le presenze individuali che compongono il sistema economico. È altresì noto che il marxismo democratico di stampo laburista continuerà a vedere come necessarie sia la figura del servo sia quella del padrone impedendo, anche politicamente, a una delle due figure di prevalere permanentemente sull’altra nello scontro per l’egemonia sulla società civile produttiva.

losey, il servoMa arriviamo specificamente ai contenuti del film di Losey.
Tony, il padrone decadente, appartiene ad un’antica e nobile casata inglese, ma è esistenzialmente solo. Quando assume da borghese ma non da aristocratico il solo cameriere Hugo, questi rapidamente capisce la situazione di oggettiva debolezza psicologica del padrone e la sua profonda incapacità di gestire le cose del suo mondo con efficace essenzialità. Così Hugo, attraverso la sua disponibile amante, inquina la nuda economia della diade tra servo e padrone aggiungendo al dialogo un terzo elemento e trasformando così l’antagonismo sociologico in una mercificazione sentimentale sia dell’uno sia dell’altro.
Con una logica fenomenica assolutamente imprevedibile o con giochi spietati di dominio e di potere, il servo riesce a sostituirsi progressivamente al padrone ribaltandone il ruolo, a suo totale favore, cosicché il servo vive la figura del padrone e il padrone subisce quella del servo.

 

Joseph LoseyQuesta lettura, che Losey fa, della coscienza alienata del padrone nella figura del servo, finisce per negare il carattere storico di questa relazione sociale e le attribuisce una valenza prevalentemente psicologica e culturale: mai sociologica.
D’altronde, anche Marx, parlando d’alienazione parla di coscienza di classe e non di semplice lavoro salariato. Concludendo, per poter parlare di dialettica e di dialogo in senso epistemico, entrambi gli elementi del binomio dialettico devono essere entrambi materiali visibili e quantificabili: fenomenologicamente attivi sia per natura che per cultura.

 

 

Trama del film:
losey, il servoTony, un nobile inglese tornato a Londra dall'Africa, cerca un cameriere e lo trova in Barrett, un uomo in apparenza maturo, diligente. Barrett non piace a Susan, la fidanzata di Tony, che intuisce il pericoloso ascendente che il servo potrebbe avere sul padrone e tenta inutilmente di farlo licenziare. Barrett convince Tony ad assumere come cameriera Vera, una donna equivoca che spaccia per la propria sorella. Vera non perde tempo e seduce Tony, ormai in balìa della coppia infernale. Un giorno, rientrati inavvertitamente a casa, Tony e Susan scoprono Barrett e Vera nella camera da letto del padrone, e quando Tony vuole cacciarli scopre che essi non sono fratello e sorella, bensì complici e amanti. Beffeggiandolo, i due se ne vanno. Avvilito e umiliato dalla coppia plebea, Tony si dà al bere, cadendo in un vortice di degradazione che lo porterà a riprendere il servo. Ormai i ruoli sono ribaltati: è Barrett il padrone di casa arrogante e violento, e domina Tony che gli ubbidisce fedelmentemente, anche quando gli ripropone Vera. L'appartamento assume in breve tempo una atmosfera viziosa. Nemmeno Susan, tornata per tentare di salvare Tony, resiste al fascino ambiguo di Barrett. La giovane riuscirà però a sfuggire alla trappola tesagli dal “servo”, mentre Tony è ormai ridotto a un essere senza più speranza.

 

Harold PinterTitolo Originale: THE SERVANT
Regia: Joseph Losey
Interpreti: Dirk Bogarde, James Fox, Sarah Miles, Wendy Craig, Catherine Lacey
Sceneggiatura Harold Pinter
Durata: h 1.56
Nazionalità: GB 1963
Genere: drammatico

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