Faust - Friedrich Wilhelm Murnau - [ 1 ] [ 2 ] [ 3 ] [ 4 ]
Protagonista della storia di maledizione e redenzione dell’uomo dall’origine del “Paradiso Terrestre” all’età moderna, il Faust di Murnau riflette in qualche modo la condizione spirituale della Germania durante il XX secolo e l’esperienza storica di luci ed ombre che l’Europa e l’Occidente in questo secolo hanno attraversato.
Queste luci ed ombre sono le stesse che possiamo vedere nel cinema espressionista.
I cavalieri dell’Apocalisse vengono ad annunciare che “le porte delle tenebre sono aperte e l’ombra dei popoli sorvola la terra” .Un disco luminoso sta precipitando su di essa: è una stella.
Le tenebre e la luce, l’Arcangelo Michele e il Demonio si contendono il pianeta: “Basta!, Smettila!” - dice l’Arcangelo – “ Perché imprigioni la Terra con guerra, peste e fame?”
Gli risponde il Demonio: “La terra è mia.”
Ma l’Arcangelo replica: “Non sarà mai tua. L’uomo è di Dio. Guarda laggiù c’è Faust.”
Un vecchio dalla barba incolta e dai lunghi capelli insegna a giovani studenti. Faust è un alchimista del Rinascimento ed è il prototipo dello scienziato moderno.
“Sono meravigliose tutte le cose del cielo e della terra. Ma la meraviglia suprema è la libertà dell’uomo di poter scegliere tra il bene e il male” – dice Michele – “Hai visto il Faust?”
“Un furbone come tanti” – sostiene il Demonio – “ predica il Bene e fa il Male: vuole l’Oro e la pietra della Sapienza.”
Nel suo laboratorio di alchimista, Faust lavora davanti al fornello, cuoce un liquido in una boccia di vetro, che diventa incandescente richiamando in modo allegorico la stella che sta precipitando sulla terra.
“Per cosa scommettiamo che io riuscirò a prendere l’anima di Faust a Dio?” – propone il Demonio a Michele che gli risponde:
“Se riesci a distruggere quel che c’è di Divino in Faust, la terra sarà tua.”
“Nessuno riesce a sfuggire al male.” – afferma esultante il Demonio – “La scommessa vale!”
Il sole illumina il villaggio di Faust e sotto i suoi raggi la gente si risveglia. C’è una fiera: giullari, saltimbanchi, giocolieri, acrobati e bambini allietano la festa e riempiono la gente della gioia di vivere. Ma sul villaggio si proietta, inesorabile, l’ombra del Demonio. Un acrobata vestito di piume di uccello si esibisce su un palco improvvisato: un fumo nero avvolge la città, è il diffondersi della peste e l’acrobata si accascia al suolo privo di vita. La gente accorre e viene constatato che si tratta del morbo. Il panico s’impossessa dei presenti e si diffonde in tutta la popolazione.
In pochi giorni la città è sul letto di morte e Faust, che è alla disperata ricerca di un rimedio, invoca la misericordia di Dio: “Benedici l’opera di salvezza, mio Signore, solo tu puoi contenere questa disgrazia.” Una ragazza si rivolge a lui e gli chiede aiuto in favore di sua madre ammalata. Faust accorre al capezzale della donna e le somministra il farmaco di sua invenzione. Ma la disgraziata non ha nemmeno il tempo di berlo che muore tra le sue braccia.
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