|
"Ma
sì, ha ragione lei, sto sbagliando tutto, stiamo sbagliando
tutto!!!" afferma Marcello raccogliendo il sensualissimo invito
di Sylvia (Anita Ekberg) a seguirlo nell'improvvisato bagno
notturno nell'acqua della Fontana di Trevi: rito simile ad
un lavacro purificatore con un'ombra di peccato che resterà
incompiuto quando il silenzio delle prime luci dell'alba incomberà
solenne nella sequenza più altamente poetica dell'intero
film.
Né Marcello riuscirà al termine di
queste sette convulse notti romane ad intendere il richiamo della
purezza : appena terminata la lunga orgia nella villa di Fregene,
all'esterno l'attenzione dei presenti viene attirata dal ritrovamento
sulla spiaggia di un enorme mostro marino che sembra additare di
mostruosità proprio la comitiva intorno a lui riunita (e,
mentre accompagna Marcello, Dominò pronuncia la frase nella
quale è sintetizzato il presagio del totale disfacimento
al quale sta andando incontro la società italiana: "Nel
'65 sarà tutta una depravazione completa
mamma mia
che schifo ne verrà fuori !!!"); dall'altro lato , alla
sua sinistra, Marcello nota che Paola, la giovanissima ragazza che
conobbe qualche tempo prima recandosi sul posto per battere a macchina
uno dei suoi scritti, lo sta chiamando.
Ma egli è ormai talmente risucchiato dallo
squallore che lo circonda da non saper raccogliere il messaggio
di speranza e ritorno alla semplicità che Paola cerca di
comunicargli:
nel più bel finale mai realizzato nella storia del cinema
italiano è proprio il suo volto a rappresentare l'autentica
dolcezza di vivere.
continua
|