Pier Paolo Pasolini - Mamma Roma

Activcinema, Roma
Pier Paolo Pasolini - Mamma Roma
Mamma Roma 1 I Mamma Roma 2 I Mamma Roma 3
di Gianfranco Massetti

Mamma Roma, Ettore-Cristo Intanto, Ettore si è licenziato dalla trattoria e campa di piccoli espedienti, di furtarelli con gli amici. Mezzo malato, s’introduce con uno di loro in ospedale durante l’orario di visita dei parenti per cercare di arraffare qualcosa ai moribondi. Ma stavolta lo prendono, lo arrestano, lo portano in carcere, dove nel delirio della febbre aggredisce le guardie. Mandato in infermeria, muore legato ad un letto di contenzione, in tutto simile al Cristo morto del Mantegna. Quando comunicheranno a Mamma Roma la notizia del suo decesso, l’espressione di lei sembra chiedere: “Di chi è la colpa?” E nel suo sguardo si stagliano gli edifici bianchi della città che le vengono incontro.

Mamma Roma, manifestoA capire meglio la tematica del film ci aiutano alcune dichiarazioni rilasciate dal regista a “Filmcritica” nel settembre del 1962 (cfr. op. cit. vol. II, pp. 2819-2835). Mamma Roma, afferma Pasolini, possiede una sua problematica morale “che le si sviluppa per gradi”. Contaminata dall’ideale borghese, che ha assimilato dai modelli cinematografici o televisivi o altrimenti diffusi dai rotocalchi, vive il profondo disagio della contraddizione tra un ideale piccolo borghese che ha fatto suo e le passate esperienze da prostituta. Dal caos che ne deriva proviene anche il fallimento della sua nuova vita col figlio: “Il primo momento di questo fallimento è rappresentato dalla sua visita al prete; ecco, con questa sua iniziativa lei viene ad aggiungere al suo generico ideale piccolo borghese un primo momento di problematica morale, cioè il senso della propria responsabilità, che fino ad ora non le era nemmeno balenato per la testa; né come prostituta, né come piccola borghese reazionaria poteva pensare di essere in qualche modo responsabile: era una riflessione su se stessa che non poteva avere (…). Questo primo momento di problematica morale però non basta, rimane un puro e semplice flatus vocis in lei: infatti non conta per nulla, tanto che decide di fare il ricatto per poter dare al figlio una sistemazione piccolo borghese. Quando però (…) anche questo fallisce, allora la pulce che le aveva messo nell’orecchio il prete comincia a farsi sentire, quel primo moto di coscienza comincia a lavorare dentro di lei. Finché – nella seconda lunga carrellata al viale delle prostitute – dirà fra sé, pressappoco: «Certo la responsabilità probabilmente è mia, quel prete aveva ragione, però se io fossi nata in un mondo diverso, se mio padre fosse stato diverso, mia madre diversa, il mio ambiente diverso, probabilmente sarei stata diversa anch’io». Cioè comincia ad allargare questo senso della responsabilità dalla propria persona individua, quello che aveva colto il prete, al proprio ambiente.”( cit., pp. 2820 – 2821).

Pier Paolo PasoliniPasolini farà molto di più: allarga implicitamente la responsabilità dall’ambiente in cui è cresciuta Mamma Roma a quello delle istituzioni, del governo e dell’intera società_  

Gianfranco Massetti

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Mamma Roma, banchetto nuziale
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