Uccellacci e uccellini, Pierpaolo Pasolini - by Activcinema, Roma

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Uccellacci e uccellini, Pierpaolo Pasolini Uccellacci e uccellini, Pierpaolo Pasolini
Uccellacci e uccellini,
Pierpaolo Pasolini

Uccellacci e uccellini   >> Uccellacci e uccellini seconda parte

Totò e Ninetto, padre e figlio, giungono dalla campagna e camminano verso la periferia in costruzione di una città. Sopra di loro la luna mattutina ammicca dalle nuvole ed offre a Totò un’occasione per conversare con suo figlio:

Totò: “Con la luna nun se prende!”

Ninetto: “Chi te l’ha detto? E perché?”

Totò: “Perché s’ammusa. E tocca aspetta l’alta marea.”

Ninetto: “A la faccia del caciocavallo! L’alta marea!”

Totò: “Sì, sei ora per sei ora, alta marea e bassa marea. E allora tocca aspettà!”

Ninetto: “E che è st’alta marea? Da che dipende?”

Totò: “Hai visto mai l’immonnezza che porta er mare su l’arena? Da che dipende quello?”

Ninetto: “Boh!”

Totò: “ E’ la luna che cià ‘na forza de gravità, co’ la quale l’acqua se alza ….”

Passando di periferia in periferia, mentre discorrono della vita e della morte, i dueincontrano sulla loro strada uno strano compagno, un Corvo parlante che li interroga sulla ragione del loro viaggio e su quale sia la meta.

Di fronte alla reticenza dei due campagnoli, il Corvo dichiara di venire da lontano e di essere uno straniero. La sua patria, dice in tono sarcastico, si chiama Ideologia e vive nella capitale, la Città del Futuro, in via Carlo Marx ….
Già da questo esordio il Corvo presenta le sue credenziali d’intellettuale di sinistra, ma i due proseguono il viaggio in sua compagnia senza dargli eccessivamente retta.
Infatti, il Corvo, pur suscitando un grande rispetto, è percepito dai due come uno scocciatore, ed i suoi discorsi hanno il solo potere di provocare a Totò un mal di pancia che lo costringe a sgravarsi dei suoi bisogni in un campo.
Sorpreso dal proprietario e dai suoi parenti in questa situazione d’imbarazzo, Totò ingaggia una discussione che degenera in rissa, con la fuga precipitosa di lui di Ninetto e del Corvo, incalzati da pallettoni di carabina.

Dopo una tirata del Corvo sulla proprietà privata, segue un intermezzo nel quale questi racconta a Totò e Ninetto una storiella edificante su due compagni di San Francesco che furono da lui mandati a predicare il Vangelo agli uccelli.

Improvvisamente siamo così ricondotti indietro di qualche secolo, in un magnifico e incontaminato paesaggio umbro. Interpreti della storia sono gli stessi Totò e Ninetto che vestono gli umili panni di frate Ciccillo e frate Ninetto, incaricati di convertire i volatili alla buona novella. Iniziando ad affrontare il suo compito dalla parte più ardua, frate Ciccillo riesce a convertire per primi i falchetti, che rispondono di buon grado alla chiamata del Signore. Nondimeno, la conversione dei passeri sarà alquanto più difficile del previsto, ma avendo esaurito nell’arco di due anni il compito loro affidato da San Francesco, i due frati sono sulla via del ritorno.
Mentre frate Ciccillo rivolge alla natura un Cantico delle creature sui generis, un falchetto piomba improvviso dall’alto del cielo su un povero passero che si era posato nel campo alla ricerca di qualche seme con cui nutrirsi. Una volta giunti da San Francesco, frate Ciccillo sostiene che passeri e falchetti sono sì convertiti, ma che tra di loro “si sgrugnano” e non c’è niente da fare, perché questa è la fatalità del mondo.
Ma il Santo rimanda indietro i due frati con la raccomandazione di ricominciare tutto da capo: ciò che non hanno capito nell’annunciare la buona novella è che bisognava spiegare a passeri e falchetti non solo che questo mondo non va, ma che si deve cambiarlo. Resi consapevoli dell’ undicesima tesi su Feuerbach di Karl Marx, i due frati ritornano così sui loro passi.

Intanto, il Corvo Totò e Ninetto incontrano una compagnia di attori girovaghi e dopo averli aiutati a spingere la macchina assistono ad una rappresentazione della storia di Roma. Totò acquista da uno di loro un unguento che gli viene spacciato come rimedio per i calli. Ma quando Ninetto legge le istruzioni si accorge che si tratta in realtà di una crema antifecondativa. La circostanza offre così l’occasione al Corvo per altre considerazioni sul problema della sovrappopolazione mondiale eccetera.

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