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CONCORRENZA
SLEALE
A metà fra "Il Giornalino di Giamburrasca"
di Vamba e "AMARCORD"
di Fellini. Scola
ci invita a riflettere, tramite il suo ultimo film, sul peso ideologico
che ebbero le leggi razziali introdotte in Italia nel '38. Riallacciandosi
al discorso intrapreso in "UNA GIORNATA
PARTICOLARE" (la visita di Hitler a roma e le sue conseguenze)
e coadiuvato in fase di sceneggiatura dal fido Furio
Scarpelli, dalla figlia Silvia e da Scarpelli
jr, il regista decide per l'occasione di trattare il tutto
con un tono sommesso, senza enfasi sentimentali o ideologiche consuetamente
ricorrenti in tutta la sua attività di cineasta.
Ma ciò non sembra di giovare al film, tanto più che
leggendo la sceneggiatura originale rimangono maggiormente efficaci
proprio le scene modificate o eliminate in via di lavorazione; ne
risulta un racconto bozzettistico, dall'intreccio narrativo molto
simile alle commedie anni '50 con Totò
e Fabrizi (dei quali ritroviamo anche
le fisionomie nei due protagonisti principali, Castellitto
e Abatantuomo, constantemente sopra
le righe).
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