mon oncle d'Amerique

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" Mon oncle d'Amerique "
di Alain Resnais

di Gianfranco Massetti

Parte I + Parte II + Parte III

 

" Mon oncle d'Amerique " di Alan Resnais - seconda parte

LaboritIl regista si accinge ad illustrare attraverso le teorie di Laborit il passato dei tre protagonisti fin dalla vita intrauterina che, pure, nelle vicende di ciascuno di loro, ha esercitato la sua influenza.
Ad esempio, Jean Le Gall è stato partorito su un'isoletta di proprietà del nonno medico, che vi si era rifugiato dopo la guerra del 14-18, dicendosi completamente disgustato "dagli uomini in genere e dalla categoria dei medici in particolare". Janine, che invece aveva un padre comunista è stata messa al mondo con il "parto indolore" praticato in Unione Sovietica. René che alla propria nascita era poco robusto e rischiava di morire ebbe il suo imprinting con il curato del paese, il quale aveva dovuto fare 12 chilometri per venirlo a battezzare.
I genitori di Jean abitavano in città e Jean trascorreva la maggior parte dei suoi giorni col nonno, sull'isola. Alle sequenze che mostrano il nonno di Jean alle prese coi granchi di mare che abbrustoliscono sulla griglia fa seguito un commento di Laborit:" L'evoluzione, l'evoluzione della specie, è conservatrice. E nel cervello degli animali si riscontrano delle forme assolutamente primitive. Esiste un primo cervello che Mac Lean ha chiamato il cervello rettile. E' quello dei rettili, infatti. E scatena i comportamenti di sopravvivenza immediata, senza i quali l'animale non potrebbe sopravvivere, bere, mangiare, il che gli consente di mantenere la sua struttura; l'accoppiarsi, il che gli permette la riproduzione. Poi, quando si passa ai mammiferi, un secondo cervello si aggiunge al primo e, abitualmente, lo si definisce, sempre con Mac Lean, il cervello dell'affettività. Io preferisco dire che è il cervello della memoria. Senza il ricordo di ciò che è piacevole o spiacevole non è possibile essere felici, tristi, angosciati, non si può essere in collera, innamorati. E si potrebbe quasi dire che un essere vivente è una memoria che agisce. E poi un terzo cervello, che si chiama corteccia cerebrale, si aggiunge ai primi due. Nell'uomo si è considerevolmente sviluppato. Si chiama:la corteccia associativa. Che cosa vuol dire? Vuol dire che associa. Associa le vie nervose soggiacenti e che hanno conservato traccia delle esperienze passate. Le associa inoltre in maniera diversa da quella in cui sono state impressionate dall'ambiente, al momento stesso dell'esperienza vissuta. Il che significa che potrà creare, realizzare un procedimento immaginario. Nel cervello dell'uomo, questi tre cervelli sovrapposti esistono sempre. I nostri impulsi sono sempre quelli molto primitivi del cervello rettile."
Si succedono altri ricordi della vita dei protagonisti e la conclusione del ragionamento di Laborit:"Questi tre piani del cervello dovranno funzionare insieme. E, perché questo succeda, debbono essere collegati da dei canali. Uno possiamo chiamarlo il canale della ricompensa. L'altro lo possiamo chiamare quello della punizione. E' questo secondo che sboccherà nella fuga e nella lotta. Un altro ancora, quello che finirà nell'inibizione dell'agire. Per esempio: la carezza di una madre al suo bambino; la decorazione che lusingherà il narcisismo di un guerriero; gli applausi che sostengono un pezzo di bravura di un attore… ebbene: tutto questo libera delle sostanze chimiche nel canale della ricompensa e provocherà il piacere di colui che ne è l'oggetto."
Da ragazzo, René e suo fratello, di nascosto dal padre, decidono di seguire un corso per corrispondenza: sono convinti che l'istruzione li aiuterà a far rendere al meglio l'azienda paterna e a migliorare le proprie condizioni di vita. Jean sogna invece di andare a vivere a Parigi, lontano dai genitori e dai progetti che nutrono verso di lui.
Durante la seconda guerra mondiale, il padre di Jeanine era stato catturato dalla Gestapo e torturato. Uno zio era morto in campo di concentramento. Dopo c'erano state le guerre di decolonizzazione: l'Indocina e l'Algeria. Mettersi a far politica fu per lei naturale; era così convinta di riuscire a cambiare il mondo.
Segue un altro commento di Laborit:" Ma io ho parlato della memoria. Ma, ciò che bisogna sapere, è che, all'inizio dell'esistenza, il cervello è ancora, diciamo, immaturo … Per cui nei primi due o tre anni della vita di un uomo l'esperienza che egli trarrà dall'ambiente che lo circonda sarà indelebile, e costituirà qualcosa di molto importante per l'evoluzione del suo comportamento nel corso di tutta la sua esistenza. E, infine, dobbiamo renderci conto che ciò che filtra nel nostro sistema nervoso dopo la nascita e forse anche prima, nell'utero; gli stimoli che penetreranno nel nostro sistema nervoso, ci vengono essenzialmente dagli altri, e che noi non siamo che gli altri. Quando noi moriremo, sono gli altri, che noi abbiamo interiorizzato nel nostro sistema nervoso, che ci hanno costruito, che hanno costruito il nostro cervello, che lo hanno riempito, sono gli altri che moriranno."

Venuto in contrasto col padre, René lascia la campagna, si sposa ed entra a lavorare come contabile in una fabbrica di tessuti. Jean se ne va a Parigi a studiare, ma il suo legame con la provincia e l'isola di suo nonno viene ripristinato in seguito al matrimonio con l'amica d'infanzia, Arlette, e grazie a un amico che lavora al Ministero dell'educazione ottiene diversi incarichi di prestigio.
Non era propriamente la società che Janine voleva cambiare, "ma un certo sistema di vita, opaco, grigio, noioso": la vita dei suoi genitori, la sua vita. Dopo essere fuggita di casa per coronare il desiderio di diventare attrice, entra in una piccola compagnia teatrale che riscuote un discreto successo.
Il professor Laborit continua il suo discorso:" Così ecco i nostri tre cervelli. I primi due funzionano in maniera inconscia e noi non sappiamo cosa ci guidano a fare. Impulsi, automatismi culturali. E il terzo ci fornisce un linguaggio esplicativo, che offre sempre una scusa, un alibi, al funzionamento inconscio dei primi due. Io credo che si debba rappresentarsi l'inconscio come un mare profondo e ciò che noi chiamiamo il "cosciente" come la schiuma che nasce, si frantuma, rinasce, sulla cresta delle onde. E' la parte più in superficie di questo oceano che viene frustata dal vento…Si possono dunque distinguere quattro tipi principali di comportamento. Il primo è il comportamento di ciascuno, che assolve ai bisogni fondamentali. Il secondo è un comportamento di gratificazione: quando si è sperimentata un'azione che genera un piacere si cerca di ripeterla. Il terzo è un comportamento che reagisce alla punizione. Sia con la fuga, che la evita; sia con la lotta, che annulla il soggetto dell'aggressione. L'ultimo è un comportamento di inibizione, non ci si muove più, si attende in tensione, e si arriva all'angoscia. L'angoscia è l'impossibilità di dominare una situazione."
La compagnia teatrale di Janine è costretta a chiudere. Per l'ultima rappresentazione si organizza, così, una festa alla quale è presente anche Jean, ora responsabile delle trasmissioni radiofoniche. Poco dopo, vedremo Jean che abbandona la moglie Arlette per andare a vivere con Janine. Intanto, René si trova alle prese con un collega di lavoro che i proprietari dell'azienda tessile gli mettono accanto per suscitare in lui un po' di sana competizione.
Jean vorrebbe scrivere un libro: la storia del sole e delle idee che su di esso si sono fatte gli uomini. Lo dice a Janine mentre le mostra la foto dell'isola dove è nato e dove si presume che i druidi celebrassero i propri riti nei confronti della divinità solare.
La competizione sarà anche sana, ma non per René che, dopo essere precipitato in uno snervante antagonismo col suo collega di lavoro, si trova maggiormente esposto alle crisi di mal di stomaco, a causa dell'ulcera. Cerca allora di accattivarsi le simpatie del collega invitandolo a pranzo a casa sua. Nel frattempo, Jean, dopo aver liquidato il programma radiofonico di un noto professionista, è a sua volta destituito dall'incarico di responsabile dei servizi alla radio. Nemmeno la salute di Jean è buona:continua ad avere coliche renali. In ogni caso, conta, con la liquidazione di direttore della radio e coi diritti d'autore del libro che ha scritto, di trascorrere il viaggio di nozze con Janine in Perù: a vedere i templi del Sole. René, invece, ha finalmente risolto i suoi conflitti di lavoro: i proprietari dell'industria tessile gli offrono un avanzamento di carriera, come direttore, ma deve trasferirsi a 600 chilometri dalla sua residenza. La moglie non è favorevole e ne nasce una lite: "mi ricordi mio padre - dice René - ogni volta che si parlava di rinnovare i nostri sistemi o di andare a lavorare in città se ne usciva con lo zio d'America!…". "Che poi è finito all'ospizio a Chicago" , ribatte la moglie.
E ora sappiamo anche l'origine del titolo del film.
René andrà a ricoprire l'incarico che gli è stato affidato; Janine dopo un patetico incontro con la moglie di Jean, che le rivela di essere malata di tumore, lo lascia per far sì che si possa ricongiungere alla sua famiglia.

parte III

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