C' ERAVAMO TANTO AMATI

LA MALINCONICA IRONIA DELL'IDEALISMO

 

 

Chi scrive, oggi ventiseienne, considera da sempre questo film il capolavoro assoluto della storia del cinema italiano, da portare con se sull'isola deserta;
perciò sarà difficile privare di enfasi alcune espressioni che troverete in questo mio scritto, attraverso il quale mi auguro di riscontrare consensi tra tutti coloro che come me lo hanno nel cuore e di suscitare interesse e curiosità per chi non ha ancora avuto il piacere d'apprezzarlo

Roma, prima metà degli anni '70.
Lungo un viale alberato,si vede arrivare una 600 malandata la quale si ferma davanti al cancello di una villa privata.
Discendono dall'automobile due uomini sulla cinquantina e una donna più giovane, rispetto ad essi, di una decina d'anni circa, mentre si affaccia sul giardino un uomo in accappatoio dal portamento elegante, che sta tirando le ultime boccate da una sigaretta.
La scena si ripete per ben tre volte, quasi per sottolineare un consapevole presagio, come se fosse meglio che questa storia si bloccasse proprio al punto di partenza;
l'uomo all'interno della villa si appresta a tuffarsi in piscina, sotto lo sguardo esterrefatto degli altri tre, mentre parte un flash-back in bianco e nero che ci riporta indietro di trent'anni.
Antonio Cotichella, Gianni Perego e Nicola Palumbo sono partigiani, e stanno mettendo a segno un appostamento d'attacco contro un plotone di tedeschi in avanzata tra le montagne innevate.
Finita la guerra, le loro strade si dividono:
Nicola torna a Nocera Inferiore, dove ha moglie, figli e un ruolo da insegnante presso il liceo,
Gianni a Pavia, dove termina gli studi da avvocato e Antonio a Roma , dove all'ospedale San Camillo, svolgendo il lavoro di portantino, gli capiterà quello ch'egli stesso definisce il grande incontro della sua vita;
ha così modo di conoscere la bellissima Luciana Zanon, fresca ragazza giunta nella capitale dalla provincia di Udine, con ambiziose velleità d'attrice.
Antonio ne rimane talmente attratto al punto d'innamorarsene, dichiarandole il proprio sentimento al termine d'una rappresentazione di "Strano Interludio" di 'O Neil, in scena al Teatro Quirino, dove la ragazza lo ha invitato facendo parte della claque.
Alla vigilia delle elezioni che trasformarono l'Italia da monarchica a repubblicana, Gianni ottiene un posto nello studio d'un facoltoso avvocato di Roma;
non appena giunto in città, nella storica trattoria del "Re della mezzaporzione" rincontra Antonio,il quale lo accoglie festosamente presentandolo agli amici (<<Saranno i Gianni Perego a cambiare questa società>> è la frase che con grande entusiasmo gli riempie la bocca) e a Luciana, di fronte alla quale Gianni si siede.

segue

 
parte II - parte III - parte IV
parte V - parte VI
 
C'ERAVAMO TANTO AMATI
Anno: 1974 Nazione: Italia Durata: 125 Minuti
REGIA Ettore Scola

SCENEGGIATURA
Age,Ettore Scola,Furio Scarpelli

PROTAGONISTI
Nino Manfredi - Antonio, portantino
Stefania Sandrelli - Luciana Zanon
Stefano Satta Flores - Nicola, intellettuale
Vittorio Gassman - Gianni, avvocato
Aldo Fabrizi- Romolo Catenacci
Giovanna Ralli - Elide
Federico Fellini, Luciano Bonanni, Marcello Mastroianni, Mike Bongiorno, Vittorio DeSica ]
PREMI
Nastro Argento 1975
Sceneggiatura, Attore non Protagonista (Aldo Fabrizi),Attrice non Protagonista (Giovanna Ralli)


Si ringrazia l'associazione Philip Morris Progetto Cinema che ha curato il restauro della pellicola