Tarkovskii, Nostalghia Tarkovskii
Intanto, Domenico è quasi al termine del suo comizio. In Campidoglio, dalla statua equestre di Marco Aurelio, l’Imperatore filosofo, grida con un megafono alcune frasi che citiamo ricavandole dal racconto cinematografico di Tarkovskij (la sceneggiatura del film sarà realizzata dal poeta italiano Tonino Guerra):

“ Perché l’umanità possa avanzare, e non rimanere sospesa sull’orlo del baratro, dobbiamo camminare mano nella mano, i cosiddetti sani con i cosiddetti pazzi. Ehi! “Sani”! Che cosa significa la vostra salute?! ... Dovete rassegnarvi, finalmente, a dire a voi stessi: “Dobbiamo vivere con loro, mangiare con loro, bere con loro, dormire con loro”. A cosa vi serve la libertà se non avete nemmeno il coraggio di guardare negli occhi la verità: con la vostra cosiddetta “salute” avete portato il mondo sulla soglia della catastrofe. … L’umanità è giunta a un punto vergognoso! Non siamo liberi da noi stessi! Io parlo chiaramente, senza ascoltare nessuno, perché tutti capiate che la vita è semplice e che per salvarvi, salvare voi stessi e salvare i vostri figli, la vostra discendenza, il vostro futuro, dovete tornare al punto dove vi siete persi, dove avete imboccato la via sbagliata! … Che cosa vale questo mondo, che cosa vale la sua giustizia, quando un povero malato di mente, come ci chiamate, vi dice: vergognatevi! Fino a che siete in tempo: vergognatevi! …” (in A. Tarkovskij, Racconti cinematografici, Milano, 1994, pp. 265-266). Infine, un amico di Domenico aziona l’impianto stereofonico da cui risuona la musica della nona sinfonia di Beethoven. Sulle note dell’Inno alla Gioia, che invitano nel loro furore dionisiaco alla fratellanza, Domenico si cosparge di benzina e si da fuoco con l’accendino.

cattedrale di San GalganoIntanto, a Bagno Vignoni, dopo l’ennesimo tentativo, Gorciakov riesce a portare a termine il suo compito. Toccata la sponda opposta della vasca di Santa Caterina, viene però colpito da infarto e muore. “Nostalghia” si chiude con le immagini della campagna russa, che sfuma progressivamente tra le mura decrepite della cattedrale di San Galgano. Frutto di una coproduzione italo – sovietica dei primi anni ottanta, il film di Tarkovskij viene terminato durante la primavera del 1983. L’Inno alla Gioia, su le cui note avviene il suicidio di Domenico (l’Inno alla Gioia è un brano citato anche da Kubrick in Arancia meccanica), era invece, nella sceneggiatura, il Tannhäuser di Wagner (cfr. A. Tarkovskij, Racconti cinematografici, p. 266). Tarkovskij scriveva nel suo diario l’otto febbraio del 1983: “ Tutta la musica occidentale è, in fin dei conti, puro empito drammatico : “Io voglio, pretendo,desidero, chiedo, soffro”. Quella orientale invece (Cina, Giappone, India): “Io non voglio niente, io sono niente” – una dissoluzione completa in Dio, nella Natura. L’oriente: frammenti superstiti di antiche culture, autenticamente civili, contrapposte all’Occidente, centro dell’errata, tragica civiltà tecnologica. Ribelle contro Dio, avida, cervellotica, pragmatica. Proprio perché la Russia si trova tra l’Oriente e l’Occidente, in essa si percepisce un’essenza diversa da quella dell’Occidente, che è peritura e sbagliata.” ( A. Tarkovskij, Diari, martirologio , Firenze, 2002, pp. 542-543).
Una sintesi complessiva del significato del film di Tarkovskij può essere probabilmente individuata nella visita di Gorciakov alla casa di Domenico. Le cifre della scritta a carboncino sull’intonaco della parete (1+1= 1) alludono in modo neppure troppo ermetico a una concezione olistica della conoscenza. Una concezione secondo cui una goccia di olio più un’altra goccia, come fa dire il regista a Domenico, non fanno due gocce, ma una sola goccia più grande. Bisogna, cioè, superare la dualità e cercare l’Uno, in tutte le cose. Fare come gli alchimisti del Rinascimento. Superare il dualismo. Ritornare al punto dove l’umanità si è persa “imboccando la via sbagliata”. Trovare una sintesi tra materia e spirito; quella sintesi che Tarkovskij ci mostra nell’alchimia poetica dei suoi film.

Gianfranco Massetti

Tarkovskii, Nostalghia, poster

Domenico

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