| Stalker E’ stata la caduta di un meteorite, o forse il soggiorno di
extraterrestri che ha dato origine alla “Zona”, un luogo
dove si annida il pericolo e si manifestano misteriosi fenomeni. Evacuata
dalla popolazione che un tempo vi risiedeva, la Zona è presidiata
da un comando militare che impedisce ai curiosi di accedervi. Osano
avventurarsi là soltanto gli Stalker. Degli strani personaggi
che, rischiando la vita per un misero compenso, vi conducono clandestinamente
coloro che sono alla disperata ricerca di una soluzione ai loro problemi.
Nella Zona si cela appunto una “Stanza dei desideri”,
dove chi vi si reca vede realizzarsi le proprie aspirazioni. Alla
Zona ci si deve però avvicinare con estrema circospezione,
come indica l’etimo stesso degli Stalker, il cui nome deriva
dall’inglese to stalk, “avvicinarsi con cautela”.
Uno di questi Stalker incontra in un bar i due clienti
che dovrà accompagnare
nel prossimo viaggio. Lo Stalker vive in una squallida
dimora, con la sua donna e una figlia, una bambina inferma, che le
radiazioni
della Zona hanno reso una “mutante”.
Ma lo Stalker non
si lamenta della sorte che gli è toccata, perché la
sua unica ragione di vita risiede nella Zona e nei
viaggi che compie per aiutare coloro che hanno bisogno di recarsi
nella Stanza. Per
sé non chiede mai niente, non può chiedere niente, altrimenti
potrebbe accadergli quello che è accaduto al suo amico Porcospino… I
due individui che lo Stalker deve accompagnare nel
nuovo viaggio sono uno scienziato ed uno scrittore, le cui motivazioni
ad affrontare
il viaggio risentono dei rispettivi atteggiamenti intellettuali: razionalista
quello dello scienziato, scettico quello dello scrittore, ma accomunati
entrambi da una profonda sfiducia nei confronti dell’uomo e
delle sue capacità di migliorarsi. Di fronte all’idiozia di un mondo che è “regolato
da leggi ferree che lo rendono insopportabile e noioso” lo scrittore
sostiene di rimpiangere il medioevo: “quello sì che era
interessante. In ogni casa c’era uno spirito, in ogni casa un
dio. Gli uomini erano giovani. Oggi un uomo su quattro è vecchio.” – dice. In possesso di un rudimentale ordigno atomico, lo scienziato vorrebbe
invece raggiungere la Stanza per distruggerla, prima che qualche individuo
senza scrupoli possa realizzare i suoi propositi criminosi.
Alla fine del viaggio, né lo scrittore né lo scienziato
se la sentono però di entrare nella stanza. A dissuaderli dal
compiere questo passo è l’esempio di quanto è accaduto
al porcospino, uno Stalker che nella Stanza era entrato
per chiedere che suo fratello, perito per causa sua, potesse tornare
in vita. Il
desiderio del Porcospino non si era realizzato, ma dopo quel viaggio
era diventato ricchissimo e si era infine suicidato, impiccandosi.
Perché si è ucciso lo Stalker? Forse perché aveva
capito che la stanza avvera tra i desideri quelli che sono i più riposti
dell’animo umano, ma anche i più sordidi.
Di ritorno dal viaggio, i tre si lasciano nel bar dove si erano incontrati.
A casa, lo Stalker piange, con la moglie, per la
mancanza di fede degli uomini. Intanto, sua figlia fissa un bicchiere
sul tavolo e
ne provoca lo spostamento per effetto di telecinesi, fino a farlo
cadere ed infrangere al suolo. >> SEGUE
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