Andrzej Wajda
ActivCinema presenta
quarta parte

di Gianfranco Massetti

 
Opera del regista polacco Andrzej Wajda, L’uomo di marmo, con la sua carica di denuncia nei confronti della mistificazione ideologica dei regimi socialisti dell’ est, è stato a suo tempo un film rivoluzionario. Esso precede le lotte del sindacato di Solidarnosh, della fine degli anni settanta, che Wajda celebrerà con la realizzazione de L’uomo di ferro, un film che si pone idealmente come prosecuzione e completamento del primo.

l'uomo di ferroLo rintraccerà davanti ai cantieri navali di Danzica. Suo padre? Suo padre è morto, proprio lì, a Danzica.
Wajda aveva chiesto di poter realizzare questo film già nel 1963. E’ riuscito a farlo soltanto dopo tredici anni, nel 1976, grazie al diretto intervento del presidente Gierek, uomo politico aperto ai cambiamenti.
Dall’inizio alla fine della pellicola, vediamo costantemente l’ombra di Stalin proiettarsi sulle scelte politiche del regime, che viene a identificarsi con un ben preciso modello di sviluppo, quello sovietico, legato al potenziamento dell’industria pesante, in concorrenza con le potenze capitaliste dell’occidente. In fondo, Stalin è soltanto un soprannome che, inconsciamente, richiama proprio questo modello di sviluppo: Stalin in russo è appunto il nome dell’acciaio. E dall’inizio alla fine del film le acciaierie di Nowa Huta e di Katowice fanno sentire evocativamente le ombre di un passato che resta.


walesa Nel 1981, a distanza di cinque anni da L’uomo di marmo, Wajda riesce a realizzare L’uomo di ferro. Così veniamo a sapere che Birkut è morto a seguito degli incidenti verificatisi a Danzica durante gli scioperi del 1970.
Suo figlio studia all’università e partecipa alle manifestazioni studentesche innescate nel 1968 dalla campagna del generale Moczar contro l’infiltrazione ebraico-sionista nel campo della cultura e dell’informazione. Poi, dopo la morte del padre, lascia l’università ed entra a lavorare nei cantieri navali, come operaio. Incontra Agnieszka e si sposano. Entrambi sono attivisti sindacali e vengono perseguitati dalla polizia politica. Partecipano infatti all’organizzazione delle lotte di Solidarnosh (nel film farà una sua breve comparsa, come attore, anche Lech Walesa).

Artisticamente inferiore rispetto a L’uomo di marmo, quest’ultimo film di Wajda riceve tuttavia la palma d’oro al festival di Cannes. Esso costituisce soprattutto una denuncia nei confronti dell’ uso strumentale e dell’asservimento dei mezzi di informazione ai potenti di turno. Il principale interprete del film è infatti un cronista radiotelevisivo.


( Le citazioni da L’uomo di marmo sono ricavate dal testo della sceneggiatura a cura di S. Rulli pubblicata da Feltrinelli nel 1979).

Gianfranco Massetti

Andrzej Wajda

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