ActivCinema presenta Peter Weir
Gallipoli: gli anni spezzati (the broken years)
Peter Weir - Gallipoli: gli anni spezzati (the broken years)
seconda parte

Mustafà KemalL’iniziativa bellica dell’esercito inglese si sarebbe però risolta in un clamoroso insuccesso, che portò al massacro di migliaia di uomini. Gli scontri decisivi si svolsero soprattutto durante l’estate, sulle alture di The Neck e di Lone Pine, dove le truppe dell’allora semisconosciuto capitano Mustafà Kemal seppero contrastare l’impeto delle truppe inglesi, costituite per la maggior parte da soldati provenienti dall’Australia e dalla Nuova Zelanda.

La seconda parte del film di Weir rievoca la battaglia per il controllo delle posizioni turche lungo l’altopiano di Lone Pine, così chiamato dagli inglesi a causa della presenza di un pino solitario sulla sua cima.
L’assalto delle truppe australiane all’altura controllata dai turchi rientrava nel piano strategico di agosto per la conquista del costone di Sari Bair e per la marcia successiva verso la località di Chunuk Bair.
All’alba del 7 agosto i cavalleggeri australiani degli avamposti di Pope, Quinn e The Nek dovettero assaltare le linee turche, attraversando un tratto di terreno scoperto di circa trenta iarde. L’azione sarebbe stata favorita da un fuoco di copertura dell’artiglieria che era effettivamente iniziato alle ore 04.00, ma che si era poi interrotto, a causa della mancata sincronizzazione degli orologi, alle ore 04.23, con un anticipo di sette minuti rispetto al previsto.
La ricostruzione dell’episodio si trova in quella che è stata probabilmente una delle fonti del film di Weir, il libro dello storico Bill Gammage, The broken years, australian soldiers in the Great War:
“At four on the afternoon of 6 August the artillery began a gentle bombardment. It intensified early on the 7th , but a four twenty three a. m., seven minutes before time, it ceased. The light horsemen stood still in the silence. In the enemy trenches soldiers cautiously emerged from shelter, lined their front too deep, fired short bursts to clear their machine guns, levelled their rifles, and waited. At four thirty precisely the first line of the 8th Light Horse leapt from their trenches. As their helmets appeared above the parapet, an awful fire broke upon them. Many were shot, but a line started forward. It crumpled and vanished within five yards. One or two men on the flanks dashed to the enemy’s parapet before being killed, the rest lay still in the open.” ( ed. 1975,Canberra, Penguin Books, p. 74).
Alle ore 04.30 i primi cavalleggeri che diedero l’assalto alle trincee del nemico furono falciati in pochi secondi dalle mitragliatrici. Tuttavia, un soldato che aveva miracolosamente raggiunto le postazioni turche era stato visto agitare una bandiera rossa e gialla, e si era sparsa la voce che l’assalto aveva avuto successo.
Alle ore 04.32 la seconda linea subiva il medesimo destino, e, malgrado le pressanti richieste contrarie degli ufficiali, una terza ondata di attacco usciva, a causa di un malinteso, alle ore 04.45: “The second line saw the fate of their friends. Over their heads the Turk fire thundered undiminished, drowning out any verbal order. In front the slope was shot bare of foliage. Beside them lay dead and wounded of the first line, hit before they cleared the trench. But they waited two minutes as ordered, then sprang forward. They were shot down. The 10th Light Horse filed into the vacant places in the trench. They could hardly have doubted their fate. They knew they would die, and they determined to die bravely, by running swiftly at the enemy.” (Op. cit. p. 74).

Ciò che rimase delle misere spoglie di questi giovani soldati australiani giaceva ancora nel 1919 in un piccolo campo nei pressi di The Nek.


Gallipoli: gli anni spezzati - prima parte

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