Il nome durò fino al 1600, quando,
in seguito alla visione dell'angelo da parte di S. Gregorio Magno,
il ponte e il mausoleo presero il nome attuale: S. Angelo. Dell'antico
ponte rimangono soltanto le tre arcate centrali: le due eleganti
rampe d'accesso di età romana, che erano poste alle due estremità,
rinvenute alla fine dell'Ottocento, furono distrutte per adattare
il ponte alla distanza obbligata dai muraglioni. Nel 1300 fu uno
dei principali protagonisti del primo Anno Santo, promulgato da Bonifacio VIII: in
quel periodo esso si presentava diviso per lungo da file di bottegucce
fatiscenti. Nel 1448 circa assunse un aspetto piuttosto lugubre legato
all'esposizione sulle sue spallette delle teste dei decapitati e dei
corpi degli impiccati, ciondolanti dalle forche issate sul ponte stesso,
a simbolo di giustizia. Nel 1535 Clemente VII fece collocare
sulla testata del ponte le statue di S. Paolo e di S. Pietro, tuttora
in loco. A queste due statue ne furono aggiunte, per ornamento, altre,
raffiguranti gli evangelisti e gli apostoli. Ma nel 1669 Clemente
IX fece disporre, sulle nuove spallette disegnate dal Bernini,
dieci statue di Angeli, recanti i simboli della Passione, scolpite
da allievi e seguaci del Bernini, che ne diresse l'esecuzione. L'Angelo
con il Cartiglio e l'Angelo con la corona di spine sono copie degli
originali, trasportati nel 1700 dal Cardinale Rospigliosi a S. Andrea
delle Fratte.
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