Molti furono gli eventi di cui il
ponte fu spettatore, ma il più importante fu sicuramente quello della
battaglia di Saxa Rubra o di Ponte Milvio. Nel 312 d.C., infatti,
nella località poco distante dal ponte Costantino affrontò Massenzio,
sconfiggendolo. Proprio in occasione di questa battaglia è ricordato
dalle fonti il cosiddetto "sogno di Costantino", ossia l'apparizione
in sogno all'imperatore, alla vigilia della battaglia, del simbolo
della croce. In seguito a tale visione onirica si ebbe la sua conversione
al cristianesimo. Le continue guerre interne ed esterne che Roma subì nella
tarda antichità e nel Medioevo danneggiarono sensibilmente
il Ponte Milvio che necessitò, dunque, di molti restauri. Si ha notizia
che verso la metà del Trecento un certo frate di nome Acuzio andava
girando per Roma per raccogliere delle offerte da utilizzare per il
restauro del ponte "il quale era per terra". In questo caso il ponte
viene citato come "Ponte Molo", uno dei tanti nomi che la struttura
assumerà nel tempo. Nel 1429 è attestato un altro restauro per volere
del papa Martino V: i lavori furono affidati a Francesco da
Genazzano, il quale lo chiama "pons Mollinus" forse commettendo un
errore di trascrizione per "pons Mollicus". Ulteriori interventi furono
effettuati nel 1458: in questa occasione si fecero sparire le parti
in legno (forse apposte nei restauri precedenti) e si abbatté anche
il Tripizzone, ossia un fortilizio triangolare posto all'imbocco nord
del ponte. Il Ponte Milvio si trovò ad assistere ad altri importanti
avvenimenti, come ad es. il corteo che recava in Francia papa Pio VII,
fatto prigioniero dalle truppe napoleoniche. Fu lo stesso papa che,
una volta liberato e tornato a Roma, fece curare dall'architetto Valadier
un restauro. In questa occasione furono sostituite le ricomparse testate
di legno con quelle di pietra che ancor oggi vediamo, opera dello stesso
Valadier. Tuttavia il famoso architetto non si curò soltanto del restauro
del ponte ma edificò, nel 1805, anche la torre in stile neoclassico.
Poco più tardi fu posta sul ponte una statua raffigurante Maria, scolpita
dallo scultore Pigiani, e, di fronte, quella di S.Giovanni Nepomuceno,
del Cornacchini. In seguito, alla testata sud venne sistemato un gruppo
dell'artista Mocchi, riproducente il Battesimo di Gesù. L'opera, già di
per sé mediocre, fu scomposta in due parti, ponendo il Battista da
un lato e il Cristo dall'altro. Anche per questo motivo nel secondo
dopoguerra il gruppo fu estromesso dal ponte e ricomposto nell'atrio
del Museo di Roma, a Palazzo Braschi. Dal 1951 il traffico pesante è stato
deviato sul contiguo Ponte Flaminio. Ancora oggi, a più di duemila
anni dalla sua realizzazione, la struttura, tre dei quattro archi
della quale sono quelli originali romani, regge all'usura del tempo.
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