Probabilmente
fu scelto questo colle per sostituire al culto pagano la devozione
cristiana a Maria che è ancora invocata come patrona del parto.
Piazza Santa Maria Maggiore, antistante la Basilica, trova il suo
fulcro nella colonna (m. 14,3) che papa Paolo V (1605 - 1621) fece
trasportare qui dalla Basilica di Massenzio nel Foro Romano.
Su di essa domina la statua bronzea della Madonna col Bambino. Dalla
piazza si irraggiano una serie di assi viari di collegamento con i
principali ai luoghi di pellegrinaggio della fede cattolica. Questa
configurazione urbanistica si deve a Domenico Fontana, l'architetto
che nel XVI secolo coordinò il cosiddetto "piano sistino", voluto
da papa Sisto V per dare a Roma un nuovo aspetto monumentale. La facciata
settecentesca, opera di Ferdinando Fuga, si articola su due piani:
dal portico a cinque fornici si può accedere alla superiore
Loggia delle Benedizioni che ha integrato l'antica facciata medievale
decorata dal bel mosaico del XIII secolo con la maestosa figura del
Cristo in trono nella zona superiore e con gli episodi narrativi del "miracolo
della neve" nella zona inferiore. L'elegante balaustra collega, in
un insieme omogeneo dal punto di vista architettonico, la facciata
barocca agli edifici laterali costruiti tra l'inizio del XVII e il
XVIII. Quello settentrionale ha inglobato il campanile a cinque piani,
il più alto di Roma (m. 75), realizzato alla fine del XIV secolo
e completato dalla cuspide di piombo al tempo di papa Giulio II (1503
- 1513). Sul retro della basilica si deve ammirare, infine, la bella
articolazione della zona absidale, realizzata nella seconda metà del
Seicento dall'architetto Carlo Rainaldi, il quale rielaborò un
precedente progetto di Gian Lorenzo Bernini. Al centro della
Piazza Esquilino, che si apre sul prospetto posteriore della basilica,
si innalza il grandioso obelisco proveniente dal Mausoleo di Augusto
fatto erigere qui da papa Sisto V nel 1587. L'interno (m.
85 di lunghezza) è articolato in tre navate. L'originaria struttura
paleocristiana è stata globalmente restaurata nell'intervento
settecentesco coordinato dall'architetto Ferdinando Fuga che, oltre
alla nuova facciata, rielaborò lo spazio interno collocando
al centro della navata il grande baldacchino barocco. All'epoca della
fondazione, nel V secolo, appartengono le colonne monolitiche ed i
famosi mosaici: tra le finestre della navata centrale, al di sopra
della trabeazione, si sono conservati, infatti, 43 pannelli musivi
rappresentanti episodi tratti dall'Antico Testamento che, insieme alle
Storie del Nuovo Testamento che rivestono la superficie dell'arco trionfale,
celebrano il Mistero dell'Incarnazione in onore del quale fu edificata
la chiesa. La decorazione a mosaico dell'abside, opera di Jacopo Torriti, è invece
uno dei capolavori dell'arte pittorica Duecentesca. Il tema centrale
dell'Incoronazione della Vergine e gli episodi della sua vita, narrati
più in basso, esaltano, nello sfolgorio delle tessere auree,
la funzione della Madonna nella teologia cattolica. Allo stesso periodo
artistico risale la già ricordata decorazione dell'antica
facciata, la cui realizzazione si deve a Filippo Rusuti. Il pavimento
della navata centrale testimonia la raffinata maestria dei marmorari
romani, attivi nell'Italia centrale tra Duecento e Trecento. Al periodo
rinascimentale appartiene, invece, il soffitto ligneo che copre lo
spazio mediano della basilica: esso fu commissionato dal papa spagnolo Alessandro
VI Borgia, il cui stemma domina al centro della superficie. La
tradizione vuole che per la doratura sia stato utilizzato l'oro proveniente
dal Nuovo Mondo. L'altare maggiore, al centro della navata centrale, è costituito
dal sepolcro di porfido rosso che conteneva i resti del patrizio
Giovanni e di sua moglie i quali finanziarono l'erezione della chiesa
di IV secolo. Il maestoso baldacchino che si eleva sull'altare fu
realizzato su progetto di Ferdinando Fuga nel 1740 circa, e le quattro
colonne in porfido che lo sostengono furono arricchite, all'inizio
del 1800, dalla decorazione a foglie dorate di Giuseppe Valadier.
La Confessione davanti all'altare fu inaugurata nel 1864 da papa Pio
IX. La doppia scalinata di accesso è opera di Virginio Vespignani.
La cripta è riccamente decorata da intarsi marmorei ed ospita
la sacra reliquia della Culla di Gesù Bambino conservata nel
prezioso reliquiario in cristallo realizzato dal Valadier. Oltre ai
numerosi restauri ed abbellimenti, una serie di importanti cappelle
che si aprono sulle navate laterali testimoniano l'importanza di questa
basilica. La Cappella Sistina deve il nome a papa Sisto V che, nel
1585 diede all'architetto Domenico Fontana l'incarico di costruire
una Cappella del Santissimo Sacramento. Essa inglobò la precedente
Cappella del Presepe che divenne la Confessione del nuovo ambiente.
Fin dall'antichità la chiesa ha ospitato una cappella del presepe
che ha subito nel corso dei secoli numerosi rifacimenti. Alla fine
del XIII secolo Arnolfo di Cambio, su incarico di papa Niccolò IV,
realizzò il presepe marmoreo di cui ancora oggi si conservano
alcuni elementi nella cripta omonima al di sotto della Cappella Sistina.
Quest'ultima contiene i monumenti di Sisto V e di Pio V. La decorazione
pittorica è ancora una volta dedicata alla celebrazione della
Divina Maternità di Maria che era stata ribadita nel Concilio
di Trento (1545 - 1563). La Cappella Paolina o Borghese, fu costruita
tra il 1605 e il 1613 sotto il pontificato di Paolo V sul luogo dell'antica
sagrestia. L'architetto Flaminio Ponzio ricalcò lo schema della
Cappella Sistina: il progetto iniziale, infatti, si deve attribuire
a Sisto V che voleva realizzare una cappella in cui conservare la preziosa
icona della Madonna Salus Populi Romani (IX secolo), cara al popolo
romano per aver salvato la città da un'epidemia di peste. Per
essa fu costruito il fastoso altare barocco, opera di un maestro orafo
provenente dalle Fiandre, Pompero Targoni, specializzato in lavori
in bronzo dorato. Alla decorazione dell'ambiente, il cui tema è l'esaltazione
del ruolo di Maria nella lotta contro le eresie di tutti i tempi, parteciparono
artisti insigni, come Stefano Maderno e Francesco Mochi per le sculture,
Cavalier d'Arpino, e Guido Reni per gli affreschi. La cappella ospita
i monumenti funebri di Clemente VIII (1592 - 1605) e di Paolo V (1605
- 1621) ed una delle più belle tombe medievali, quella del Cardinal
Rodriguez, con lo splendido mosaico raffigurante la Madonna in trono
cui è presentata l'anima del defunto. Sulla navata sinistra
si aprono altre due importanti cappelle. La prima, procedendo dall'ingresso
verso l'abside, è la Cappella Cesi, costruita durante il XVI
secolo in onore di santa Caterina d'Alessandria il cui martirio è descritto
negli affreschi che la decorano. La seconda è la grande Cappella
Sforza realizzata nella seconda metà del XVI secolo da Giacomo
Della Porta ma il cui progetto originario appartiene a Michelangelo.
Lungo la navata destra si incontrano, avanzando in direzione dell'ingresso,
la piccola Cappella del Crocifisso o delle Reliquie che conserva un
bel crocifisso ligneo del XV secolo e gli ambienti dell'antica Cappella
di San Michele e di San Pietro in Vincoli decorata da affreschi attribuiti
a Piero della Francesca e a Benozzo Gozzoli. La Cappella del Battistero,
infine, conserva il bassorilievo con l'Ascenzione della Vergine di
Pietro Bernini. Essa è occupata dalla grande vasca battesimale
in porfido sovrastata dalla statua di san Giovanni Battista ed arricchita
da decorazioni in bronzo dorato, realizzate su disegno del Valdier.
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