"Paul Cézanne. Il padre dei moderni": dopo oltre ottanta anni di assenza in Italia, Roma propone all'attenzione
del grande pubblico l'opera dell'artista francese che maggiormente ha influenzato l'arte contemporanea.

La mostra I Il percorso I Info
Cézanne a Roma, di Isabella Pompei

 

La mostra

"Paul Cézanne. Il padre dei moderni": oltre sessanta opere, provenienti in massima parte da Enti museali pubblici, che documentano i momenti nodali del percorso cézanniano evidenziandone mutamenti ed elementi di continuità.
Tra i musei prestatori: il Musée d'Orsay di Parigi, il Metropolitan Museum of Art di New York, il Museum of Fine Arts di Houston, il Museo Pushkin di Mosca, il Courtald Institute e il Victoria and Albert Museum di Londra, la Kunsthaus di Zurigo, il Musée Granet di Aix-en-Provence, la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma.
"Senza Cézanne mi domando talvolta che cosa sarebbe la pittura attuale. Per un lungo periodo io ho lavorato con la sua opera. Non riuscivo a staccarmene, non smettevo d'esplorarla e scoprirla. Cézanne m'ha insegnato l'amore delle forme e dei volumi e mi ha fatto concentrare sul disegno". Le parole di Léger sono indicative di come la pittura di Cézanne abbia concluso la parabola dell'Impressionismo dando vita al ceppo da cui nascono le grandi correnti della prima metà del Novecento. Ecco spiegato il titolo della mostra ospitata dal Vittoriano.

Picasso, Braque, Léger, Matisse, Delaunay, Mondrian, Brancusi, Morandi, Carrà, Sironi, insieme a tanti altri, non possono prescindere dall'originale approccio di Cézanne ai problemi spaziali, al superamento delle regole prospettiche tradizionali, ad un nuovo modo di costruire il quadro. Rifiutando dell'Impressionismo il disfacimento della forma nella vibrazione della luce, Cézanne, attraverso un rigoroso processo mentale che parte dalla coscienza - "l'occhio deve inglobare, concentrare, il cervello formulare" - è il primo ad assegnare alla pittura una nuova funzione. L'opera d'arte, in Cézanne, ha una realtà autonoma, retta da proprie leggi di forma indipendenti dal dato naturale o emotivo. Nel 1904 scrive che bisogna "trattare la natura secondo il cilindro, la sfera, il cono, il tutto messo in prospettiva" entrando così in rapporto con lo spazio attraverso forme geometriche. L'artista persegue la realizzazione di un ordine mentale che si esprima in forme pittoriche salde dove è il colore a costruire volumetricamente ora grandiose nature morte, ora ritratti di monumentale classicità, ora paesaggi dove "il profumo dei pini, che è aspro nel sole, si sposa all'odore verde dei prati, all'odore delle pietre, al profumo del marmo lontano del monte Sainte-Victoire" (Cézanne).



Il percorso

La mostra vuole proporre una ulteriore meditazione sull'opera di un artista anticipatore delle direttrici fondamentali del XX secolo e desidera offrire anche al vasto pubblico la preziosa opportunità di ripercorrere tappa per tappa il cammino artistico di Cézanne. Il Comitato scientifico ha posto l'accento sul particolare carattere della costruzione di un linguaggio mai programmato secondo tappe metodiche di un lavoro di atelier, ma sperimentato dall'artista dipingendo. Il percorso della rassegna prevede opere che vanno dalla pittura tormentata della giovinezza, alla conquista del colore attraverso l'esperienza del "plein air", alle ardite soluzioni del periodo "costruttivo", agli esempi altissimi degli ultimi anni.
Si potranno ammirare esempi della pittura del primo periodo, dominata da colori cupi nella quale dense pennellate trattano l'impasto corposo con impeto quasi furioso, fino alla scoperta, grazie a Pissarro, del "motivo naturale" e di una tavolozza dai toni più luminosi.
Dopo il 1877 Cézanne vuole andare oltre l'Impressionismo, ne vuole fare qualcosa di "duraturo come l'arte dei musei" perché "tutto quello che vediamo si dilegua. La natura è sempre la stessa ma nulla resta di essa, di ciò che appare. La nostra arte deve dare il brivido della sua durata, deve farcela gustare eterna". L'artista vuole quindi andare all'essenza delle cose e ridurre progressivamente la forma ai suoi termini essenziali riportandone sulla tela l'ossatura strutturale.
In seguito, il controllo formale-costruttivo dell'immagine diviene ancora più rigoroso. La semplificazione delle forme è sempre più esasperata ed un equilibrio solenne, una classica monumentalità avvolge le nature morte, i paesaggi, gli oggetti, le figure umane che assurgono ad una dimensione universale. Nelle opere degli ultimi anni l'astrazione dal dato naturalistico è sempre maggiore; i tocchi di colore si frammentano e il quadro vive di vita propria, ha una sua autonomia costruita dalla forza della pittura, possiede leggi sue proprie. Cézanne ha ormai raggiunto con la sua opera "un'armonia parallela alla natura" e lascia alle generazioni successive un bagaglio da cui non avrebbero potuto prescindere.

Tra gli oli su tela più significativi: Il Ponte di Maincy (1879-80), opera chiave del passaggio dell'artista dall'Impressionismo al cosiddetto periodo "costruttivo", Le Bagnanti (1875-76), fra le prime e più belle dedicate a questo tema, Il golfo di Marsiglia vista da l'Estaque (1885 c.), che ha rappresentato Cézanne alla mostra parigina del centenario dell'Impressionismo, La signora Cézanne in blu (1889-1890), immagine monumentale ed enigmatica.



Info

Patrocini: Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Ambasciata di Francia presso la Repubblica Italiana.


Catalogo: Edizioni Gabriele Mazzotta

Organizzazione e realizzazione: Comunicare Organizzando
Orario: dal lunedì al giovedì 9.30 -19.30; venerdì e sabato 9.30 - 23.30; domenica 9.30 - 20.30
Costo del biglietto: € 8.50 intero; € 6.00 ridotto
Per informazioni: tel. 06/6780664
Ufficio Stampa: Novella Mirri, tel. 06/3297708; fax 06/3297703; cell. 335/6077971
e-mail: novellamirri@iol.it

 

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