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Castelli Romani
- Ariccia, Palazzo Chigi, "Il Gattopardo"
di Visconti
di
Francesca Torri
Anticamente la prima stazione
di posta lungo la Via Appia, partendo da Roma, la
superba cittadina di Ariccia, adagiata sui colli Albani,
tra Albano e Genzano, ha la peculiarità di
trovarsi su una roccia vulcanica e di essere separata da Albano
da una profonda gola: nel 1854 Pio IX collegò le due
città con la costruzione di uno spettacolare acquedotto lungo
31 metri che conduce direttamente alla piazza principale, con a
destra lo splendido Palazzo Chigi e a sinistra la chiesa
di S. Maria dell'Annunziata.

Questa è Ariccia anche oggi, ma pochi sanno che l'apertura
dell'acquedotto stravolse completamento l'assetto urbanistico del
borgo così come lo aveva progettato il grande artista del
barocco Gian Lorenzo Bernini. Un
tempo i visitatori percorrevano l'antica Via Appia, entravano
in città attraversando la turrita Porta Romana (altro
progetto del Bernini), si inerpicavano per le ripide stradine fino
a giungere alla Piazza principale esattamente al lato opposto.
In questo modo si apprezzava la splendida
facciata del Palazzo (oggi visibile solo dal parco) man mano che
ci si avvicinava alla città, e giunti alla piazza ci si trovava
davanti la chiesa con i sue bracci laterali che tanto ricordano
il Pantheon e il colonnato di San Pietro a Roma.

Nel 1988 il Palazzo viene ceduto al Comune di Ariccia dal
Principe Agostino Chigi Albani per una somma vicina ai sette
miliardi e, dopo importanti lavori di restauro terminati solo nel
novembre del 1999, è stato riaperto al pubblico. In occasione
delle mostre importanti che ospita all'interno è possibile
visitare, accompagnati da una guida, le sale al piano nobile. Sono
le sale nelle quali Luchino Visconti girò le scene
all'interno del palazzo di Donnafugata, residenza del principe
di Salina, per il "Gattopardo".
Il
Palazzo venne completamente trasformato sulla base del castello
già dei Savelli sul sito ove anticamente sorgeva l'acropoli
dell'Ariccia romana. Gli artefici di queste trasformazioni, i Chigi,
subentrarono nel possesso del feudo di Ariccia nel 1661, e come
d'uso a quel tempo elessero la villa sui Castelli Romani
a loro residenza di campagna. I Chigi erano una delle famiglie più
ricche a Roma. La loro residenza ufficiale era Palazzo Chigi,
oggi sede del Primo ministro d'Italia, mentre la residenza suburbana
si trovava a Trastevere: Villa Farnesina, dove lavorarono
tra gli altri Raffaello e Peruzzi. Nella villa si
tenevano sontuosi banchetti, come quello in occasione dell'elezione
di Leone X al soglio pontificio, durante il quale i servitori
sbalordirono gli ospiti gettando nel Tevere, dopo ogni portata,
i preziosissimi piatti d'argento(recuperati però da una rete
depositata sul fondo del fiume!).
Il maggiore esponenete della famiglia, Agostino,
era il banchiere privato di Giulio II e per aver finanziato
diverse imprese del papa ricevette in cambio il dono del nome nobiliare,
Rovere. Tra i membri della famiglia ricordiamo anche un papa,
AlesandroVII, il cui monumento in San Pietro non a
caso fu eseguito dal Bernini, divenuto il consulente privato della
famiglia.
seconda
parte
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