ciociaria
  zampognaro
cartina della ciociaria
Recentemente vi è una rivalutazione dell’intera Ciociaria, del suo vasto ma poco conosciuto patrimonio storico- artistico - culturale – enogastronomico e naturalistico, delle sue memorie popolari, le sue usanze e costumi, i musei; tutto ciò diviene motivo di interesse e di svago
Basso Lazio e Ciociaria
Nel cuore della Ciociaria
Dal crollo dell’ Impero Romano al brigantaggio
Dalla IIª Guerra Mondiale ai nostri giorni

EVENTI in CIOCIARIA


In Ciociaria sono innumerevoli gli eventi annuali; tra i più importanti vi sono: “Liri Blues”, “Atina Jazz”, “Certamen Ciceronianum Arpinas” ad Arpino, “Festival del Teatro Medioevale e Rinascimentale” ad Anagni, “Carnevale Sorano” a Sora,” L’Infiorata”, “Fasti Verulani – Festival del Teatro di strada” a Veroli, ecc.

 

 


Catia ReaCatia Rea è nata a Sora (FR).
Pittrice, scenografa, costumista, designer, arredatrice; annovera la partecipazione a numerose mostre di pittura. Attualmente “Manager per la gestione dei Beni Museali”. Amante dell’arte e della natura ( e della buona cucina) è sempre alla ricerca di vecchie tradizioni.

Dal crollo dell’ Impero Romano al brigantaggio

Con il crollo dell’Impero Romano e a causa delle continue invasioni, le popolazioni ciocia re tornarono ad occupare le vecchie acropoli sui monti e sulle colline, dove fondarono nuo vi paesi. Nell’VIII sec si assiste ad una ripresa soprattutto grazie al potere che la Chiesa acquistò, fino a quando all’inizio del Medioevo la Ciociaria, attraversata dal confine tra lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli, rimarrà da questo divisa e quasi per 1000 anni tale confine resterà quasi invariato. Si assiste in questo periodo alla nascita di castelli e borghi fortificati, fino al 1300 quando la sede del Papato fu spostata ad Avignone, con un conseguente accrescimento di potere delle nobili famiglie ciociare, tra le quali spesso erano scelti i Pontefici.
Città e feudi svolgono, in questo periodo, un importante ruolo nella storia della Chiesa e in quella europea, lasciando il territorio ciociaro ancorato a strutture feudali e al latifondo per molto tempo ancora, fino alla fine del 700, quando con la conquista napoleonica e poi an cora nel 1861, con l’annessione al nuovo Regno d’Italia, nasce in Ciociaria il fenomeno del brigantaggio.
E’ proprio il basso Lazio, che più di tutte le altre zone, da filo da torcere al giovane Stato italiano, che aveva la sua capitale a Torino.
Le truppe francesi al servizio del Papa e i gendarmi dello stesso, nonostante il loro impegno formale di neutralità, chiudevano volentieri un occhio sul movimento dei briganti, che invece si battevano per la restaurazione del regno del Sud. L’altro occhio veniva chiuso sul gran traffico di armi che vi era, a loro favore, in Ciociaria, arrivando al punto di fingere di sequestrare le casse sospette, anche se poi la merce arrivava ugualmente, anche se con un breve ritardo, al destinatario.

Tale fenomeno vede come scenario di sanguinose battaglie, tra i fedeli della monarchia Borbonica e esercito italiano, soprattutto i monti, dove i briganti erano soliti rifugiarsi. Spiccano allora personaggi come “Mammone”(Gaetano Coletta 1756-1802), detto “Il Sanguinario”, di Sora; “Frà Diavolo”(Michele Pezza 1771-1806), di Itri e più tardi “Chiavone”(Luigi Alonzi 1823) di Sora, ”Moliterno”(Angelo Ricci) di Cassino, uno degli uomini di Mammone, Andreozzi(Pastena) ed altri, comprese le brigantesse, come Michelina De Cesare (e il suo uomo Francesco Guerra di Mignano) alle quali spesso era affidato il compito di boia e che risultavano a volte, nonostante la loro bellezza, più sanguinarie e feroci dei loro compagni uomini.

Dalla IIª Guerra Mondiale ai nostri giorni

musei della ciociaria

 


Argiletum Tour, tour operator, Roma