Dal crollo dell’ Impero Romano
al brigantaggio
Con il crollo dell’Impero Romano e a causa delle continue invasioni,
le popolazioni ciocia re tornarono ad occupare le vecchie acropoli
sui monti e sulle colline, dove fondarono nuo vi paesi. Nell’VIII
sec si assiste ad una ripresa soprattutto grazie al potere che la
Chiesa acquistò, fino a quando all’inizio del Medioevo la Ciociaria,
attraversata dal confine tra lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli,
rimarrà da questo divisa e quasi per 1000 anni tale confine resterà
quasi invariato. Si assiste in questo periodo alla nascita di castelli
e borghi fortificati, fino al 1300 quando la sede del Papato fu
spostata ad Avignone, con un conseguente accrescimento di potere
delle nobili famiglie ciociare, tra le quali spesso erano scelti
i Pontefici.
Città e feudi svolgono, in questo periodo, un importante ruolo nella
storia della Chiesa e in quella europea, lasciando il territorio
ciociaro ancorato a strutture feudali e al latifondo per molto tempo
ancora, fino alla fine del 700, quando con la conquista napoleonica
e poi an cora nel 1861, con l’annessione al nuovo Regno d’Italia,
nasce in Ciociaria il fenomeno del brigantaggio.
E’ proprio il basso Lazio, che più di tutte le altre zone, da filo
da torcere al giovane Stato italiano, che aveva la sua capitale
a Torino.
Le truppe francesi al servizio del Papa e i gendarmi dello stesso,
nonostante il loro impegno formale di neutralità, chiudevano volentieri
un occhio sul movimento dei briganti, che invece si battevano per
la restaurazione del regno del Sud. L’altro occhio veniva chiuso
sul gran traffico di armi che vi era, a loro favore, in Ciociaria,
arrivando al punto di fingere di sequestrare le casse sospette,
anche se poi la merce arrivava ugualmente, anche se con un breve
ritardo, al destinatario.
Tale fenomeno vede come scenario di sanguinose battaglie, tra i
fedeli della monarchia Borbonica e esercito italiano, soprattutto
i monti, dove i briganti erano soliti rifugiarsi. Spiccano allora
personaggi come “Mammone”(Gaetano Coletta 1756-1802), detto “Il
Sanguinario”, di Sora; “Frà Diavolo”(Michele Pezza 1771-1806), di
Itri e più tardi “Chiavone”(Luigi Alonzi 1823) di Sora, ”Moliterno”(Angelo
Ricci) di Cassino, uno degli uomini di Mammone, Andreozzi(Pastena)
ed altri, comprese le brigantesse, come Michelina De Cesare (e il
suo uomo Francesco Guerra di Mignano) alle quali spesso era affidato
il compito di boia e che risultavano a volte, nonostante la loro
bellezza, più sanguinarie e feroci dei loro compagni uomini.
Dalla
IIª Guerra Mondiale ai nostri giorni

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