ciociaria
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cartina della ciociaria
Recentemente vi è una rivalutazione dell’intera Ciociaria, del suo vasto ma poco conosciuto patrimonio storico- artistico - culturale – enogastronomico e naturalistico, delle sue memorie popolari, le sue usanze e costumi, i musei; tutto ciò diviene motivo di interesse e di svago
Basso Lazio e Ciociaria
Nel cuore della Ciociaria
Dal crollo dell’ Impero Romano al brigantaggio
Dalla IIª Guerra Mondiale ai nostri giorni
CiceroneLA CIOCIA
E’ la tipica calzatura ciociara usata sin dai tempi più remoti dai contadini e dai pastori del luogo. Realizzata con una spessa suola rettangolare di cuoio attorta alla punta, nella parte soprastante le dita del piede, che si ottiene bagnando e lavorando la suola con le mani, modellandola attorno ad un pezzo di ferro. La suola è sostenuta da stringhe di cuoio che, passando nei fori praticati nell’orlo, vengono avvolte o intrecciate 13 volte intorno alla gamba, fin sotto il ginocchio, in onore di S. Antonio da Padova. La gamba verrà fasciata, precedentemente, con delle bende bianche di cotone:”l pézz”. Tale calzatura ha dato origine al nome della plaga in cui era ed è tuttora diffusa: la Ciociaria, anche se oggi viene usata solo in occasioni particolari. La ciocia presenta delle varianti a seconda della zona di origine: presso Pastena e zone limitrofe, ad esempio, la punta è inesistente e la calzatura appare come una sorta di sandalo leggermente appuntito sul davanti.

Catia ReaCatia Rea è nata a Sora (FR).
Pittrice, scenografa, costumista, designer, arredatrice; annovera la partecipazione a numerose mostre di pittura. “Manager per la gestione dei Beni Museali”. Amante dell’arte e della natura ( e della buona cucina) è sempre alla ricerca di vecchie tradizioni.

Nel cuore della Ciociaria

Situata nell’Italia centrale, terra di antiche origini, risalenti al VII-VI sec. a.C., considerata fin dall’antichità corridoio naturale di comunicazione, su cui si stanziarono, per la sua fertilità e per le sue miniere ricche di ferro e di rame, popoli italici di origine Osco-Umbra: i VOLSCI (a Sora, Arpino, Isola del Liri, Castelliri, Fontanaliri, ecc.), i SANNITI (più a Sud: Atina e zone limitrofe), gli ERNICI (Frosinone, Anagni, Fiuggi, ecc.).
A cavallo tra Roma e Napoli, il suo nome deriva da “CIOCIA”, la caratteristica calzatura in cuoio e stringhe, usata anticamente dai pastori e contadini del luogo.
La storia di questa terra, però, è più antica di quanto si pensi; essa risale alla notte dei tempi, lo attestano i ritrovamenti archeologici (di qualche anno fa a Ceprano) di resti di un ominide preistorico,i più antichi D'ITALIA e d'Europa, risalenti a più di 800.000 anni fà: l'HOMO HERECTUS ARCAICO (antecedente
l'Homo Herectus Hergaster), conservati nel Museo Archeologico di Pofi (FR). Altri ritrovamenti di materiale risalenti al periodo dell’HOMO H. ARCAICO furono rinvenuti diversi anni fa’ a Fontanaliri (FR), nelle depressioni del territorio che costituivano zone lacustri, oltre a testimonianze storiche risalenti all’epoca romana.
Altri ritrovamenti, ad opera dell’archeologo Giustiniano Nicolucci, presso Isola del Liri (FR), nelle vicinanze del fiume Liri: frecce di selce, risalenti al Paleolitico.
Di epoca arcaica, poi, le famose mura ciclopiche, con massi poligonali, costruite a difesa delle acropoli, site in molti paesi ciociari, tra cui Arpino, Alatri, Veroli, ecc. Queste zone conquistate, in seguito, dai romani (nel IV e III sec), che le assoggettarono al loro dominio rendendole parti integranti dell’Impero Romano – periodo in cui la Ciociaria era detta “Latium ADIECTUM”(= aggiunto)- e per 600/700 anni esso vide un periodo di pace. Le citta’s’ingrandirono e ne nacquero altre soprattutto lungo la Via Latina, che collegava Roma alla Campania attraverso la Valle del Sacco e del Liri.

Dal crollo dell’ Impero Romano al brigantaggio

musei della ciociaria

 


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