ITEM di Victor Cavallo
estratto dal libro "Ecchime"

 

"Le lacrime mischiate alla sciampagna, dicono che così finì la vita di primavera nella campagna compagna un gruppo di ciclisti in furiosa volata s'affollano i ricordi il sibilo dei treni e l'abbaiar dei cani e camminare, sempre, avanzare lungo la linea che non separa niente..."

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Atto I° scena uno

gong boxe e ricerca delle radici. Quelle dolci quelle amare. Via Caracciolo. La morte. Breve sinfonia per ricordare a tutti che l'elemosina è il nome di una bella fica ignuda. Passo dopo passo i nostri eroi scalano il gran sasso e arrivano su in alto verso il grande salto da dove lontana si intravede la terra promessa. Ecco d'improvviso un cesso un gabinetto sporco e buio turco e romano con i gatti che fuori mangiano trippa nera. Lei è bella. Indossa un soppalco di mogano chiaro e profumo Balenciaga. Leggeva "La botticella di Amontillado". Mi disse sei uno stronzo però mi guardò negli occhi come se non appartenessi solo al presente. In una oscura dissolvenza una scarmigliata sotto il ponte del latte grida bombardeno!

Poi tutto fu meraviglioso. Venne pasqua le campanelle piene di cioccolatini i lunghi capelli asciugati al sole i ciuccetti di zucchero le lamentele per i nodi del pettine troppo stretti era lei affacciata alla finestra di villa Belardi. Io per me mi feci un amico che si chiamava Catania con il grembiule storto e gli occhi accesi, un altro amico di Stefano - mi spaccò la testa con una breccola che giocavamo a tirarcele. Poi quando parlerò dell'ombra sotto gli archetti non dirò niente. Perché era l'ombra sotto gli archetti. Era insieme giugla Garbatella Modigliani amore. Era solo il pericolo dell'ombra, la bellezza dell'ombra. Decisi di partire per l'Australia. Tanto ormai la felicità era lontana per sempre. E fu così. Rimasi forse abbrancato a una traccia senza dama, divenne una cinta intorno al braccio mentre mi penzolava dentro un'amara disneyland, col cuore che ormai batteva solo dentro. Le tempie intendo. Io sono una debolezza del passato

Atto I° scena Uno Come un romanzo non partimmo per l'Australia né io né l'amico Tonino che ci avevano fregati a scuola e parlavamo sotto la finestrella dell'ultima camera a casa mia. Non partimmo. Dice un mio amico che pensare due volte a una cosa mai accaduta. Vero ma c'era anche un verso del poeta Robertino de Angelis che suonava "al falso segue il vero al vero nulla". E allora mi sembra che non due volte quello che non è mai accaduto ma settantamilamilioni di volte sette, come un teorema di stelle e polvere e polvere di stelle una ragnatela invisibile che sale o avanza tra i miraggi la voce del mai accaduto, come l'odore quando si piscia a letto come lo sguardo da un lager colorato. Come un romanzo. Tonino morì al volante di un'automobile rossa che gli prestava una troia di Spoon River. Per me a centrocampo ero fortarello. Un medianetto buon dribbling bei contrasti tiro discreto poco sinistro molto agonismo. Eppure c'è un chiasso quasi idiota quando si gioca bene quando si beve nella coppa degli dei quando il tramonto è oro quando si suda oro. A Nepi una volta, vicino al lago, giocai con quelli più grandi di me, gli juniores, e feci, come si dice, un buon match. Come un romanzo. Ma ero talmente ragazzino che dietro non m'aspettava niente, solo il tramonto tornando a casa stanco. Il sole che maestosamente calava sui ragazzi

continua...

ecchime, victor cavallo

ATTENZIONE!
E' in uscita "Ecchime" - Antologia Sinfonia di Vittorio Vitolo in arte
Victor Cavallo
Stampa Alternativa 160 pagine, 9 euro



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