Atto I° scena uno
gong boxe e ricerca delle radici. Quelle dolci quelle
amare. Via Caracciolo. La morte. Breve sinfonia per ricordare a
tutti che l'elemosina è il nome di una bella fica ignuda. Passo
dopo passo i nostri eroi scalano il gran sasso e arrivano su in
alto verso il grande salto da dove lontana si intravede la terra
promessa. Ecco d'improvviso un cesso un gabinetto sporco e buio
turco e romano con i gatti che fuori mangiano trippa nera. Lei è
bella. Indossa un soppalco di mogano chiaro e profumo Balenciaga.
Leggeva "La botticella di Amontillado". Mi disse sei uno stronzo
però mi guardò negli occhi come se non appartenessi solo al presente.
In una oscura dissolvenza una scarmigliata sotto il ponte del latte
grida bombardeno!
Poi tutto fu meraviglioso. Venne pasqua le campanelle
piene di cioccolatini i lunghi capelli asciugati al sole i ciuccetti
di zucchero le lamentele per i nodi del pettine troppo stretti era
lei affacciata alla finestra di villa Belardi. Io per me mi feci
un amico che si chiamava Catania con il grembiule storto e gli occhi
accesi, un altro amico di Stefano - mi spaccò la testa con una breccola
che giocavamo a tirarcele. Poi quando parlerò dell'ombra sotto gli
archetti non dirò niente. Perché era l'ombra sotto gli archetti.
Era insieme giugla Garbatella Modigliani amore. Era solo il pericolo
dell'ombra, la bellezza dell'ombra. Decisi di partire per l'Australia.
Tanto ormai la felicità era lontana per sempre. E fu così. Rimasi
forse abbrancato a una traccia senza dama, divenne una cinta intorno
al braccio mentre mi penzolava dentro un'amara disneyland, col cuore
che ormai batteva solo dentro. Le tempie intendo. Io sono una debolezza
del passato
Atto I° scena Uno Come un romanzo non partimmo
per l'Australia né io né l'amico Tonino che ci avevano fregati a
scuola e parlavamo sotto la finestrella dell'ultima camera a casa
mia. Non partimmo. Dice un mio amico che pensare due volte a una
cosa mai accaduta. Vero ma c'era anche un verso del poeta Robertino
de Angelis che suonava "al falso segue il vero al vero nulla". E
allora mi sembra che non due volte quello che non è mai accaduto
ma settantamilamilioni di volte sette, come un teorema di stelle
e polvere e polvere di stelle una ragnatela invisibile che sale
o avanza tra i miraggi la voce del mai accaduto, come l'odore quando
si piscia a letto come lo sguardo da un lager colorato. Come un
romanzo. Tonino morì al volante di un'automobile rossa che gli prestava
una troia di Spoon River. Per me a centrocampo ero fortarello. Un
medianetto buon dribbling bei contrasti tiro discreto poco sinistro
molto agonismo. Eppure c'è un chiasso quasi idiota quando si gioca
bene quando si beve nella coppa degli dei quando il tramonto è oro
quando si suda oro. A Nepi una volta, vicino al lago, giocai con
quelli più grandi di me, gli juniores, e feci, come si dice, un
buon match. Come un romanzo. Ma ero talmente ragazzino che dietro
non m'aspettava niente, solo il tramonto tornando a casa stanco.
Il sole che maestosamente calava sui ragazzi
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