Fase 4 scena numero Due entrano in campo il mattino
e la lontananza.
Bestemmiava e guidava una piccola volvo colore bordeaux. Scendeva
viale Giotto costeggiava le mura e vedeva il cielo celeste. D'improvviso
comprese d'essere solo, solo come tutto come lui come automobile
come cielo come sigarette. E bestemmiava. Gli sarebbe piaciuto pinnare
e ficcarsi dentro la piramide togliersi da dosso la puzza di quella
falsa stella che l'aveva accompagnato tutta la notte come un deodorante
da autostrada. Certo sempre meglio della merda, come la scuola di
Barbiana, come la barba fatta un tranquillante uno stronzo bloccato
prima che possa dirti buongiorno, mi chiamo Nike e sono il tuo angelo
cacacazzo. Posteggiare stanca. Si sistemò in tripla fila disse Kapo
poi ebbe come una vertigine. Gli sembrò che erano morti amici familiari
fratelli case ebbe l'impressione di non avere mai guidato nessuna
piccola volvo colore bordeaux, per farla breve, si sentì, di primo
mattino, un osso di seppia un mantice spaccato. Bene. Si riaggiustò
la giacchetta sulle spalle e curvò. Verso la salita alberata che
costeggiava il vialone dove c'é il ristorante la villetta il bar
con cupole e ombrelloni. Senza farsene accorgere bevve mezza paracodina
e caricò il revolver. Una piccola luger color bordeaux. Si può dire
che accompagnata all'amaro e a un bicchiere d'acqua fresca a parte,
metà storia era fatta e respirò profondamente come un figlio di
puttana che si sente finalmente solo, libero intendo, falsamente
certo, come il tram sulle rotaie, ma ora sapeva se non altro che
ora era perché visto di sguincio l'orologetto serio faceva il suo
dovere. Era insieme un attimo prima e uno dopo, come un frocio,
un cocomero snasato, un sorcio diviso a metà. Si sentiva bene e
respirava a profondità questa calma paracula che non faceva che
sfuggirgli via da tutte le parti, sangue che scivola via da tutte
le vene. Io sono finalmente il mignottone
Troppo spesso sbattono contro gli angoli le emozioni
danno capocciate agli spigoli contro le ossette dell'abbacchi contro
un crudele tacco a spillo contro i tragitti che conosciamo (non
è più uno scoglio).
Contano numeri quando sei a terra poi sette otto nove
infine in piedi specchio se sono gonfio é perché bevo se bevo è
perché caco (tè) se caco è perché giro intorno in tondo ma credimi
dissi mi ricordo ma é una tale stronzissima solitudine che davvero
Essere soli come i bambini disperati dalle streghe come i ragazzi
disastrati dalle seghe come i marci adulti rincoglioniti dalle non
fughe (daccelo il culo daccelo comunque) Ieri fu fantastico eppure
tremavo già per dopodopodopodomani ancora. Beh uno dice: sei un
cacasotto. Lei nervosa nemmeno rispose. Disse: Ebreo di merda viscido
topo. Oh tutti a dirle e dai e dai non dire così. Ci fece vedere
la sorca urlò bastardi forza lazio addio (venne un ussaro altissimo
la prese e la condusse a Waterloo) a guardare l'atroce pianura la
curva maledetta dove é morto Jmmi Din quell'alba rosa che ti si
aggrappa addosso come una ventosa quel mostro che ride dietro i
sogni quella gran ficona dai capelli verdi. Io per me direi quello
che dicheno tutti Santa Maria li mortacci tua per essere un poco
calmi bisognerebbe come fa il diavolo vedere le cose da dietro le
spalle (Tu sai noi siamo quelli che siamo perdonati perché non sappiamo
noi siamo un disastro annunciato noi siamo la catastrofe e il dopo
di ogni cosa noi siamo la rosa l'amatriciana il lutto i cardinali
verdi noi siamo i bambini dell'asilo di torbellamonaca. Violenti
timidissimi dolci disperati così vi voglio in campo come negli ultimi
finali quattro minuti di Roma-Fiorentina (cigola l'altalena nel
vento buio di dogali al confine tra Maddalena e Germano). Le lacrime
mischiate alla sciampagna, dicono che così finì la vita di primavera
nella campagna compagna un gruppo di ciclisti in furiosa volata
s'affollano i ricordi il sibilo dei treni e l'abbaiar dei cani e
camminare, sempre, avanzare lungo la linea che non separa niente
A fine battaglia hai goduto amore ti ho dato un pizzico di gioia
qualche volta (ma come prima due fragolette di bosco e mò nun sarai
mica diventata democristiana?) CAZZO da tutte le parti arriva il
vento e la bandiera non si sa dove...
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